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Zeman attacca Mourinho, lo Special One replica e rilancia

pubblicato da vieni_127

Giorni importanti quelli che sta vivendo Zdenek Zeman che in poco più di un mese ha vissuto le emozioni per la promozione del Pescara in Serie A, è tornato su una panchina prestigiosa come quella della Roma e ha trovato pure il tempo per una piccola operazione al cuore per l’applicazione di uno stent a una delle coronarie (che dopo un controllo di routine era apparsa abbastanza occlusa secondo i medici per la sua cronica abitudine al fumo). Nonostante tutto il suo da fare, non dimentichiamo che sta lavorando gomito a gomito con la società giallorossa per definire le strategie di mercato, il tecnico boemo non disdegna le solite interviste piccate infarcite di opinioni destinate a far notizia: l’ultima in ordine di tempo quella a France Football con alcune dichiarazioni che hanno fatto risentire José Mourinho:

“A parte poche eccezioni di squadre che cercano un certo tipo di calcio come il Barcellona di Guardiola o la nazionale spagnola, tutte le altre stanno in campo soprattutto per non fare giocare l’avversario. E non sono affatto interessati a come giocano loro. Ad esempio il Chelsea che ha appena vinto la Champions o la stessa Inter del 2010. Era l’Inter dello Special One? No, a me pare un allenatore mediocre. La sua Inter non giocava bene, semplicemente non faceva giocare gli avversari”.

Colpito e affondato? Neanche per sogno se è vero che l’allenatore di Setubal, un passato e un presente glorioso tra Porto, Chelsea, Inter e Real Madrid ha raccolto il guanto di sfida rispondendo alle critiche del collega ceco con la solita ironia dissacratoria:

“Chi è Zeman? Non lo conosco. Dove gioca? Sono in vacanza, ho tempo libero, andrò a documentarmi su Google. Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Ma chi è? L’allenatore della Roma? Non lo sapevo. Recupererò per sapere cosa ha fatto e cosa ha vinto”.

Il solito Mou.

Foto | © TMNews

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Nuovo allenatore del Pescara, per il dopo-Zeman Sebastiani sceglie Giovanni Stroppa

pubblicato da vieni_127


Manca l’ufficialità, del resto questo pomeriggio si terrà il Consiglio d’Amministrazione decisivo, ma a Pescara questa mattina si sono svegliati leggendo sulle locandine dei quotidiani il nome del nuovo allenatore per la prossima stagione in Serie A: si tratta di Giovanni Stroppa, 44enne lodigiano che si è messo in mostra come allenatore nelle ultime tre stagioni, prima nella Primavera del Milan (con cui ha vinto una Coppa Italia di categoria nel 2010), quindi col SudTirol, squadra altoatesina arrivata settima in Lega Pro Prima Divisione. Il 25 maggio scorso Stroppa ha interrotto i suoi rapporti con la società bolzanina, successivamente il Pescara è rimasto senza allenatore dopo il passaggio di Zeman alla Roma, infine come per magia le loro strade si sono incrociate in un giorno di inizio giugno.

Dopo una lunga riunione tenutasi nella giornata di ieri a Milano, il patron degli abruzzesi Daniele Sebastiani ha asserito: “Mi ha fatto una ottima impressione, prenderemo un decisione entro domani, Ferrara e Stroppa in questo momento sono alla pari” lasciando intendere che ancora i giochi non sono fatti. Del resto è trapelata anche la voce che il ds Delli Carri abbia un ulteriore asso nella manica da presentare nel CdA di oggi pomeriggio; ma fonti giornalistiche si dicono convinte che Stroppa abbia addirittura già firmato un contratto annuale con opzione di rinnovo nel caso di salvezza e che l’ufficialità non è arrivata proprio perché c’è bisogno che venga approvato il progetto economico sportivo messo all’ordine di bilancio insieme agli gli altri 7 amministratori delegati del club.

Congelata l’ipotesi Delio Rossi sul nascere, mai veramente presa in considerazione la pista che avrebbe portato verso Gianfranco Zola, dubbiosi su una eventuale coraggiosa scelta di Claudio Foscarini del Cittadella e avendo Gian Piero Gasperini rifiutato la panchina del Delfino (”Ci ha detto di voler aspettare eventuali altre squadre e valutare altre piste, così abbiamo deciso di comune accordo di interrompere le trattative, lasciandoci però con grande cordialità” ha detto Sebastiani”), alla fine i petali della margherita sfogliata dalla dirigenza pescarese sono andati via via diminuendo e, nonostante Ferrara pare ancora in pista, Stroppa è sembrato l’uomo giusto: giovane, ambizioso, amante del 4-3-3 nonché allievo di Zeman al Foggia e all’Avellino. Un matrimonio con tutte le benedizioni del caso.

Foto | © TMNews

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Roma - E' l'ora di Zdenek Zeman

pubblicato da Antonio D'Avanzo


E’ la nuova era Zdenek Zeman per la Roma. Mancano ormai pochi dettagli per la firma del tecnico boemo che sancirà un nuovo matrimonio con la società capitolina. I tifosi giallorossi, in fermento e in maggioranza favorevoli all’arrivo di Zeman, si augurano che il nuovo corso zemaniano sia diverso da quello del ‘97-’99. Zeman, col suo vice Vincenzo Cangelosi, è stato chiuso per tutta la mattinata di ieri allo Studio Tonucci, a due passi da Piazza del Popolo, assieme alla dirigenza romanista al gran completo per limare i dettagli dell’accordo, affrontare il tema della campagna acquisti e raggiungere un’intesa ormai solo da formalizzare. Le parole ottimistiche di Franco Baldini, direttore generale del club:

“Abbiamo avuto la possibilità di incontrare Zeman questa mattina, abbiamo proseguito un lavoro che già da qualche settimana avevamo affrontato con lui - le parole del dg - grazie anche al presidente del Pescara che ci aveva concesso la possibilità di incontrarlo personalmente per il rispetto delle regole visto che formalmente è legato al Pescara fino al 30 giugno. Abbiamo discusso assieme al vicepresidente Roberto Cappelli abbastanza dettagliatamente di tutto quello che concerne il possibile ritorno di Zeman. E mi sento di poter dire che l’ottimismo sul felice esito della vicenda sia ragionevole, anche se mancano dettagli da definire, e questo è un lavoro che ovviamente completeremo nei prossimi giorni. Credo sia da escludere il caso di trovarsi a sorprese di qualsiasi genere. La vicenda è assolutamente destinata a chiudersi favorevolmente già nei prossimi giorni”.

Foto | © TMNews

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Mercato Pescara, il futuro dei tre "tenori" Verratti, Insigne e Immobile

pubblicato da vieni_127


Fresco di promozione in Serie A, il Pescara è atteso a un’estate molto movimentata sul fronte calciomercato per provare a trattenere i protagonisti della splendida annata. Non sarà facile per il presidente degli adriatici Daniele Sebastiani, insieme al suo fido ds Daniele Delli Carri, barcamenarsi nel mare magnum della massima serie, tanto più perché l’allenatore del trionfo in cadetteria, Zdenek Zeman, alla fine ha ceduto non resistendo al canto della sirena chiamata Roma: “La sua scelta è stata inevitabile, per lui tornare nella capitale era un’attrattiva troppo forte. Nel corso di questo mese mi aveva sempre tenuto aggiornato sulle tante offerte che gli erano arrivate ed a cui lui aveva sempre detto no, tanto è vero che avevamo stabilito anche le date ed il luogo del ritiro, ma poi quando è arrivata la telefonata della Roma io ho subito capito che sarebbe tutto stato diverso. Zeman va via ma qui a Pescara lascerà un pezzo del suo cuore” ha rivelato Sebastiani a Radio Manà Manà Sport.

Ora i biancoazzurri sono alla ricerca di un allenatore (”Da lunedì comincerò a fissare qualche incontro“), con la certezza che le basi da cui partire sono ottime: “Posso solo dire che non smantelleremo la squadra, vogliamo realizzare inserimenti importanti. D’altronde a parte Immobile ed Insigne, tutti i giocatori sono di nostra proprietà” ha precisato il presidente. E infatti l’oggetto del desiderio di numerose squadre, il giovanissimo talento Marco Verratti, a sentire le parole del patron degli abruzzesi rimarrà ancora a Pescara:

“Posso dire che resterà a Pescara ancora un anno e spero che in futuro potrà diventare la nostra bandiera, in passato ce lo hanno chiesto Milan e Roma, i giallorossi lo valutarono insieme con Sciarra ma poi non lo presero, anche perché lo stesso giocatore ha sempre manifestato il desiderio di giocare e crescere a Pescara”.

Diverso il discorso invece per i due attaccanti: Lorenzo Insigne è di proprietà del Napoli, mentre Ciro Immobile è per metà del Genoa e per metà della Juve (i bianconeri cedettero la comproprietà del centravanti nell’ambito dell’affare Boakye, il centravanti del Sassuolo il cui cartellino è ugualmente condiviso tra le due società). Sul loro futuro sono intervenuti di recente i loro agenti; per quanto concerne Insigne ancora non si conosce la maglia che indosserà il prossimo anno a sentire Fabio Andreotti:

“Il Napoli punta su Lorenzo. Aspettiamo la società azzurra per l’adeguamento contrattuale.. Futuro? Bigon è intenzionato a dare in prestito il ragazzo ad una società di massima serie, Atalanta, Chievo e lo stesso Pescara sarebbero soluzioni ideali per continuare il suo processo di crescita. Seguire Zeman alla Roma? Ad oggi la società capitolina non ci ha mai chiamati. Lorenzo è un calciatore del Napoli, la società azzurra dovrà scegliere la soluzione migliore per il suo futuro. Certamente farebbe piacere l’interesse di un club come la Roma per il ragazzo, ma ribadisco, ad oggi non c’è nulla. D’altronde spetta sempre al Napoli la scelta”.

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Valzer delle panchine: Zeman vicino alla Roma, D.Rossi a Pescara, Palermo-Sannino mentre Fiorentina e Genoa...

pubblicato da vieni_127


Quest’anno il mercato degli allenatori in Serie A è arroventato, per non dire intricato, più che mai: a differenza di dodici mesi fa non ci sono stravolgimenti tra la quattro big (sì, l’Udinese per due anni di fila quarta e terza è ormai da considerarsi una grande), ma per il resto sono davvero pochi i tecnici confermati rispetto al campionato appena conclusosi. Partiamo dal ritorno più incredibile, quello di Zdenek Zeman a Roma sponda giallorossa; il boemo ha ammesso che la proposta di Baldini e Sabatini lo alletta e già nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la fumata bianca. Poco male, a Pescara Sebastiani ha pensato di sostituire Zeman col suo più celeberrimo allievo, Delio Rossi (in alternativa Delneri), il quale però non è stato ancora contattato. Si muove anche il nuovo direttore sportivo della Fiorentina Pradé che ha subito bocciato Claudio Ranieri, sarebbe stato un altro ritorno clamoroso, e ha virato le proprie forze su Vincenzo Montella (che è alquanto esigente in quanto ad ingaggio, in alternativa Zola).

A Catania intanto, dopo l’approdo di Sergio Gasparin per sostituire Lo Monaco, aspettano l’arrivo del ds Salerno per tracciare le strategie future. Come aspettano novità sul caso calcioscommesse a Siena per capire chi sostituirà Giuseppe Sannino, ormai ufficialmente passato al Palermo. Nella città del Palio si fanno i nomi di Fulvio Pea (Sassuolo) e di Davide Dionigi (Taranto) pur non avendo ancora un diesse (Sogliano?), mentre a Palermo Maurizio Zamparini è convinto di poter finalmente trovare un tecnico con cui andare d’accordo: forte della presenza di Perinetti e del suo stesso carisma, Sannino arriverà sulla panchina dei rosanero col suo pupillo Brienza (che rientra nell’affare tra i due club, mentre in Toscana dovrebbero andare Della Rocca e Bacinovic). Intanto il Genoa è vicino a confermare Luigi De Canio: Enrico Preziosi nei giorni scorsi ha manifestato la sua stanchezza e affiderebbe al figlio, a Capozucca e allo stesso tecnico materano (già manager a Lecce) le sorti del mercato del Grifone.

Foto | © TMNews

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I tifosi della Roma domani a Trigoria per chiedere il ritorno di Zeman

pubblicato da Stefano Capasso


La società giallorossa sta lavorando per convincere il Catania a liberare Vincenzo Montella, ma i tifosi sognano il ritorno di un altro ex, l’indimenticato Zdenek Zeman. Il boemo ha già allenato per due stagioni la Roma nel 1997/1998 e nel 1998/1999 conquistando un quarto ed un quinto posto, ma soprattutto il cuore dei tifosi. L’anno successivo sulla panchina della squadra allora gestita dalla famiglia Sensi, arrivò Fabio Capello che in due anni riuscì a vincere lo Scudetto. Nonostante le vittorie di Capello, Zeman in appena due anni riuscì perfettamente ad incarnare lo spirito giallorosso, venendo spesso rimpianto dalla tifoseria.

Adesso il boemo è tornato alla ribalta conquistando la promozione in Serie A con il Pescara, avendo a disposizione una squadra molto giovane e talentuosa. Il sogno dei tifosi della Roma è quello di rivederlo sulla panchina giallorossa nella prossima stagione e, già da prima che diventasse ufficiale il divorzio con Luis Enrique, i siti internet e le radio romane hanno iniziato a spingere per la sua candidatura. Domani un gruppo di tifosi andrà fuori i cancelli di Trigoria per chiedere alla società di puntare su Zeman per il futuro, complicando di fatto l’approdo alla Roma di Vincenzo Montella sul quale invece la società vorrebbe puntare dopo l’ottimo campionato disputato con il Catania.

A Roma spesse volte i tifosi sono riusciti ad imporre le proprie idee alla società, ed anche in questo caso potrebbero essere accontentati perché per Montella diventerebbe veramente difficile riapprodare in giallorosso con una tifoseria già scontenta in partenza. La soluzione di Zeman potrebbe togliere le castagne dal fuoco anche a Franco Baldini, duramente contestato per gli scarsi risultati ottenuti da Luis Enrique.

Foto | © TMNews

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Zeman misterioso sul futuro: "Non so se resto al Pescara"

pubblicato da Cesare Rinaldi

zdenek zeman

Zdenek Zeman torna davanti ai microfoni dopo la festa di Marassi, con il suo Pescara ha conquistato una promozione in Serie A a suon di record, lanciato molti giovani italiani sul palcoscenico del calcio che conta, su tutti Verratti convocato in nazionale, e rilanciato le sue quotazioni come allenatore. Ci sarebbe di che essere euforici ma lui, fedele al suo personaggio, mantiene bassi i toni e appare concentrato come al solito sul futuro più prossimo. In questi giorni sono tante le panchine associate al suo nome, si è parlato di Fiorentina e più di recente di Lazio, lui smentisce tutto e assicura di non sapere dove sarà l’anno prossimo non escludendo comunque una sua permanenza nella città abbruzzese:

“Io ho realizzato la promozione e sono strafelice perché con questa squadra abbiamo raggiunto un grande traguardo. I giovani della squadra sono cresciuti molto. Gli anziani sono ringiovaniti. Abbiamo messo in cassaforte tanti record e dato alle Nazionali diversi giocatori. Sul mio futuro c’è un’altra partita da giocare poi vediamo. Non c’è fretta. Ci sono tante squadre senza allenatore. Tutti vogliono vagliare e riflettere con calma. Sull’interesse della Lazio i giornali devono scrivere qualcosa. Dei miei interessi mi interesso io. Alberto Faccini si interessa dell’aspetto economico e non sempre collimano le nostre idee. Io non ho agenti. Sono solo. Alberto Faccini è un amico. Che Lotito ha parlato con Faccini non ci credo perché lui non mi ha detto nulla. Io sto bene a Pescara. Lo dico da tempo, ma nessuno mi vuole sentire. Abbiamo un’altra partita e vogliamo finire al meglio. Poi si parlerà del futuro. Tra qualche giorno vedremo”.

Si dice fiducioso anche a proposito del futuro del Pescara che a suo modo di vedere può ben figurare nella massima serie pur non spendendo fior di milioni, d’altra parte con Zeman contano le motivazioni e la voglia di lavorare, il resto viene dopo. Poi smentisce con una battuta le voci a proposito del premio salvezza richiesto alla società come garanzia per poter affrontare il campionato di Serie A, anche se poi conoscendolo c’è da capire fino che punto si possa parlare di scherzo o battuta:

“La società e il direttore sportivo sanno cosa bisogna fare per proseguire il rapporto. Non credo che sia necessario prendere calciatori che abbiamo già fatto la serie A per ben figurare. Occorre trovare elementi adatti al progetto e desiderosi di affermarsi. In ogni caso non ho fretta, ci sono tante squadre senza allenatori, tutto può succedere. Non ho mai chiesto premi salvezza, caso mai per l’Europa League o per la Champions”.

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Italia, vista sull'Europeo: Prandelli non si sbilancia ma è ottimista

pubblicato da vieni_127


Archiviata la stagione italiana e non solo (in Europa a parte la finale di Coppa del Re in Spagna tutto è già materia degli almanacchi), il mondo del calcio è ora proiettato sugli Europei che si disputeranno in Polonia ed Ucraina: il prossimo 10 giugno a Danzica l’Italia di Cesare Prandelli debutterà contro la Spagna campione in carica, subito un test probante per capire quante possibilità avranno gli azzurri di essere protagonisti nella competizione continentale. Difficile prevedere ad oggi il ruolo che riusciranno a ritagliarsi i nostri calciatori nella manifestazione, di sicuro il condottiero della truppa è ben motivato a fare bene e già da oggi ha diretto con lena e concentrazione l’allenamento a Coverciano con un gruppo di 32 elementi, a cui se ne “scarteranno” 9 (”Ho in testa i 23, ma sono pronto in questi giorni a rivedere le mie idee“), anche se in realtà mancavano i giocatori di Juve, Napoli, Psg, Torino e Pescara. Si può dire che è stato il primo giorno di scuola prima della spedizione continentale, ovvio quindi che il commissario tecnico si sia concesso ai giornalisti in una lunga conferenza stampa:

“Vogliamo creare un clima di grande entusiasmo. Strutturalmente non partiamo per vincere l’Europeo, ma noi italiani sappiamo sempre sorprendere. Cercheremo di lavorare sulla qualità del gioco per valorizzare i nostri attaccanti, è importante che tutti abbiano voglia di fare bene: sarà importante mettersi a disposizione della squadra ed essere generosi, è il modo migliore per affrontare questa spedizione con grande attenzione”.

Fari puntati sull’attacco azzurro, su coloro che dovranno trascinarsi a suon di assist e di gol:

“La qualità del gioco servirà a valorizzare i nostri attaccanti. Finalmente ci sono sia Cassano che Balotelli? Vero, magari però giocheranno altri (ride ndr.). Con Mario ho già parlato tante volte, sa che questa è un’occasione straordinaria per lui come per noi, può far parlare di sé solo sul campo. La differenza, anche quando c’è organizzazione, è sempre nelle qualità. Dalle giocate delle punte, a quelle di Pirlo, passando per le parate di Buffon, è chiaro che ogni gesto tecnico può decidere una gara. Cassano? Antonio continua a ripetermi di voler essere assolutamente nei 23, non è sicuro del posto. Il fatto che si senta sotto esame per me è una cosa nuova e bella. Sa di voler vivere al 100% la sua professione e sta curando meglio la propria preparazione fisica rispetto a qualche tempo fa. Insigne? Ho pensato di chiamarlo, poi ho preferito puntare su chi ha conosciuto meglio la Serie A”.

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Pescara promosso in Serie A

pubblicato da Gabriele Capasso


Il Pescara è matematicamente in Serie A. Gli abruzzesi seguono il Torino nella massima serie, la squadra di Zeman raggiunge un traguardo che mancava da 19 anni. Il Pescara venne retrocesso dalla Serie A per l’ultima volta al termine del campionato 1992/93, un’era fa. Una squadra costruita con pochi soldi, tanti giovani in prestito e qualche talento (uno su tutti Verratti) dal vivaio dei Delfini.

Una nuova Zemanlandia, anni dopo quel Foggia che lanciò l’allenatore boemo nel calcio italiano. La promozione matematica in Serie A arriva grazie ad un colpo di reni finale con le vittorie sul Toro i casa e quella di oggi in trasferta sul campo della Sampdoria: 3 a 1 in trasferta, l’ennesima dimostrazione di quale tipo di squadra sia riuscito a costruire Zeman. Fondamentale il contributo di ragazzi come Ciro Immobile, proveniente dalla Juventus (e oggi in comproprietà con il Genoa), capocannoniere con 28 centri e Lorenzo Insigne (di proprietà del Napoli) che di reti ne ha segnate 18.

A caldo, subito dopo il fischio finale, l’allenatore ha voluto dedicare il successo allo scomparso Franco Mancini, preparatore dei portieri scomparso per un infarto poche settimane fa. L’entusiasmo nella città abruzzese è incontenibile, anche perché erano in pochi a scommettere su una promozione diretta in Serie A, e ci sarà tempo per le domande che si affollano inevitabilmente sul futuro della squadra e della società. Che tipo di squadra vedremo l’anno prossimo? Resterà Zeman? Staremo a vedere.

Foto | © TM News

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Pescara, Sebastiani coccola i suoi gioielli e si tiene stretto Zeman

pubblicato da Cesare Rinaldi

lorenzo insigne

Sono tutti innamorati del Pescara, gli abruzzesi sono primi nel campionato di Serie B e sono fra i principali candidati alla promozione diretta. Sulla panchina siede Zdenek Zeman che dopo aver girovagato un po’ per l’Italia con alterne fortune sembra di aver trovato terreno fertile per mettere in piedi un altro miracolo, dopo quello di Foggia distante ormai quasi due decadi. La sua squadra gioca bene a calcio, ha un attacco da paura con 86 reti all’attivo e tre partite ancora da giocare, certo la difesa non è proprio imperforabile, ma questa è una caratteristica delle squadre guidate dal boemo e quando i risultati arrivano, come nel caso dei biancoazzurri, nessuno sembra farci caso.

Dietro questi numeri però ci sono anche dei nomi, dei calciatori che fino a un anno fa erano poco più che promesse, scommesse su cui in pochi avrebbero creduto, gente come Ciro Immobile, attuale capocannoniere del torneo cadetto, Lorenzo Insigne e Marco Verratti. Qualcuno però su questi ragazzini terribili ha deciso di puntare, stiamo parlando del presidente Daniele Sebastiani che adesso immagina il futuro con grande ottimismo. L’uomo copertina delle ultime 24 ore è sicuramente Verratti, già indicato come il Pirlo del futuro il centrocampista si gode la chiamata di Prandelli e magari sogna di andarci davvero all’Europeo.

Intanto su di lui c’è l’interesse di molte squadre della cosiddetta prima fascia, prima fra tutte le Juventus che più volte è sembrata essere ad un passo dall’affare. Ora la chiamata in azzurro complica tutto, se non altro perché le quotazioni del centrocampista salgono, ma anche perché a questo punto non è detto che gli abruzzesi vogliano privarsi del campioncino cresciuto in casa come trequartista e reinventato come mediano davanti alla difesa da Zeman:

“A inizio di stagione era impensabile ma lo ritengo un talento puro, lo dico da qualche anno, ha bruciato le tappe grazie al mister che lo ha fatto sbocciare. In Nazionale avrà modo di studiare Pirlo, ma non è detto che studi per gli altri, magari studierà per noi. Abbiamo avuto un contatto con la Juve ma non abbiamo l´assillo di cedere il ragazzo, giochiamo le ultime gare e se andremo in A non è detto che debba partire”.

In realtà fino ad ora la trattativa non è decollata proprio a causa della volontà del Pescara di volerlo trattenere almeno un altro anno, magari in prestito, mentre la Juve ha fretta di portarlo a Vinovo per farlo studiare all’ombra di Pirlo. Alla fine sarà una questione di soldi, se non saranno i bianconeri ci penserà qualcun altro a firmare il ricco assegno. Diversa la situazione di Lorenzo Insigne, l’attaccante partenopeo è di proprietà del Napoli e a fine stagione tornerà alla casa base, Sebastiani dovrà provare a rinnovare il prestito ma con l’aria che tira dalle parti di Castel Volturno l’impresa sembra disperata, pare che De Laurentiis vorrebbe puntare tutto su di lui per il dopo Lavezzi:

“Dopo un anno a questi livelli se non centriamo la promozione sarà difficile tenerlo: però questi ragazzi sono molto felici a Pescara e rimarrebbero molto volentieri. Per lui bisognerà però parlare col Napoli”.

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