Atalanta, si rivede il desaparecido Costinha

C'è una squadra, l'Atalanta, che da molti anni attua una politica votata all'attenzione verso il bilancio e il settore giovanile: il tetto massimo per gli stipendi è di 450mila euro (al netto li guadagnano solo Barreto, Acquafresca, Bellini e Doni) e il vivaio è in continuo fermento volto a tirar su un buon manipolo di calciatori solitamente a cicli. Appare dunque stranissimo come la famiglia Ruggeri si sia lasciata sfuggire di mano la situazione Costinha, il portoghese campione d'Europa col Porto nel 2004, che arrivò a Bergamo nell'estate del 2007 e che per mesi è stato un oggetto misterioso della rosa atalantina.

La Dea lo prelevò a parametro zero dopo una stagione in chiaroscuro all'Atletico Madrid: lo voleva Gigi Del Neri che ne aveva intravisto le ottime potenzialità quando allenò per un mese il Porto e fu così che la dirigenza orobica fece uno sforzo enorme per accontentare il suo mister. Già, perché il portoghese sottoscrisse un contratto di tre anni da 730mila euro netti a stagione, cifra di gran lunga superiore rispetto ai suoi compagni. "Io sono quello che permette al compagno con più fantasia di fare quello che vuole, perché se perde palla non deve rincorrerla. La rincorro io" si presentò alla stampa il primo settembre del 2007 Costinha.

Dopo 53 minuti contro il Parma, proprio il giorno dopo rispetto a quella dichiarazione, di Costinha si persero lentamente le tracce; un paio di infortuni ne minarono allenamenti e condizione fisica, quindi iniziò a farsi vedere sempre meno dalle parti di Zingonia, lavorando per di più a parte. Alla domenica in due interi anni come giocatore dell'Atalanta, si è visto raramente all'Atleti Azzurri d'Italia; anzi, spesso è stato avvistato a San Siro per assistere alle partite dell'Inter dell'amico Mourinho. Lo Special One senza Costinha e il suo gol all'Old Trafford nei quarti di finale della Champions 2004, forse non sarebbe diventato nessuno.

Così a gennaio scorso si paventò un'ipotesi suggestiva: rescissione del contratto con l'Atalanta (che a oggi ha "buttato" quasi 2 milioni di euro) e incarico nell'Inter come assistente di Mourinho. Non se ne fece niente, benché Carlo Osti, ds atalantino, lavorò alacremente per risolvere la situazione. Quest'estate il problema s'è ripresentato, ma Costinha, oggi 35enne, ha deciso di rispettare il contratto che scade il 2010 e anzi si è rimboccato le maniche sotto i dettami del nuovo mister Gregucci. Ieri contro il Pergocrema il tecnico della Dea lo ha schierato dall'inizio per tutti i primi 45 minuti.

La curiosità dei tifosi, ovviamente, era tanta; d'altra parte l'avvio balbettante dei nerazzurri e con due centrocampisti bravi ma più di rottura come Guarente e Barreto, non fanno escludere che il recupero del portoghese possa rivelarsi un valore aggiunto. Ovviamente occorre che la società parli con Costinha e che i vecchi dissapori (legati anche alle sue frequenti capatine a Milano) si mettano da parte; perché i piedi del giocatore non si discutono e in mezzo al campo potrebbero essere più che utili. Che sia la ricomparsa di un giocatore che ormai tutti davano per disperso?

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