Torna a giocare a casa sua Stefano Fiore, riparte da Cosenza


Alla fine Stefano Fiore torna nella "sua" Cosenza a 15 anni di distanza, tre lustri prestigiosi in cui ha girato l'Italia e ha mostrato tutte le sue qualità. Perno della Nazionale con Zoff e Trapattoni (38 presenze e due gol), le sue migliori stagioni le ha vissute indubbiamente a Udine e Roma sponda Lazio, con ottimi inserti al Parma e alla Fiorentina. Mantova la sua ultima squadra risalente ormai a due stagioni fa, a taccuino anche venti presenze a Valencia in un'esperienza, quella spagnola, nono particolarmente fortunata. A maggio scorso aveva annunciato la sua voglia di continuare a giocare, non volendone sapere di appendere le scarpette al chiodo e di fare l'allenatore.

"Perché non ho trovato spazio in Serie A? Ci sono cose che sfuggono alla mia comprensione a quella di chi mi sta vicino, perché ho sempre giocato non meno di trenta partite all'anno, sempre con ottimo rendimento. Speriamo che a giugno vada diversamente" s'era augurato quattro mesi fa il calabrese che quest'estate s'è allenato regolarmente col Lecce. L'allenatore dei salentini, Luigi De Canio, inizialmente aveva dato il placet per il tesseramento del giocatore, ritenuto poi troppo vecchio e soprattutto non garantendogli un posto da titolare per la presenze di due inamovibili come Giacomazzi ed Edinho. Così ieri ha firmato per il Cosenza, squadra di Prima Divisione.

Ieri sera alle 22 e 30 tutto è stato messo nero su bianco in quel di Rende, alle porte di Cosenza, in presenza tra gli altri del patron dei rossoblu, Giuseppe Carnevale. Contratto importante quello fatto sottoscrivere a Fiore, ben 3 anni per lui con l'obiettivo di riportare la squadra in Serie B dopo gli ultimi anni che dire tribolati è forse poco. Oggi pomeriggio allo stadio San Vito la presentazione a tifosi e stampa, in presenza anche del mister cosentino Domenico Toscano. A prescindere da quali saranno le parole di Fiore, è ovviamente trapelata la sua completa soddisfazione: per le ambizioni del club, per il ruolo da leader che ricoprirà, per il fatto, non ultimo, di lavorare a casa propria.

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