Mutu propone di sostituire la multa con una quota in beneficenza. Intanto Becali attacca i Moggi e la Juve


17 milioni di euro sono una cifra cospicua per tutti, anche per un top player come Adrian Mutu. Il romeno, condannato a pagare una multa in seguito alla controversia legale con il Chelsea persa per decisione del Tas di Losanna, propone di versare una quota di beneficenza (inferiore all'importo della multa) al posto dei 17 milioni di euro. Mutu ha spedito una lettera al Chelsea, al Comitato Disciplinare della Fifa e al presidente della Fifa Joseph Blatter in cui spiega i motivi della sua proposta:

"Non posso pagare una tale somma e non è questione di volontà, quanto della comprensione di un razionale e naturale principio di "non esigibilità". Propongo di effettuare, a titolo di transazione per la controversia in corso, una significativa donazione ad Associazione da individuare a Firenze o in altro luogo che si occupa del recupero dei giovani che hanno problemi legati al consumo di sostanze proibite, e di effettuare analoga donazione ad una Charity scelta dalla società Chelsea in Londra o in Inghilterra e lo stesso nel mio paese, in Romania".


"Con questo gesto non voglio fare della mera carità, quanto dimostrare, unitamente al Chelsea, che il nostro mondo è in grado di ricordare quella che è la vera funzione sociale internazionale dello sport e che è in grado di superare i suoi conflitti per contribuire alla sofferenza di giovani che hanno sbagliato a causa di cattivi messaggi educativi anche dal mondo dello sport. Invito pubblicamente il Chelsea, se vorrà aderire, a stipulare questo accordo con me sotto il patrocinio delle autorità della Fifa a Firenze. Credo che questo sia il miglior modo per definire la questione con reciproca soddisfazione".

Mutu continua la lettera prendendo in esame le motivazioni della sentenza:

"Rispetto i verdetti espressi da qualsiasi autorità di carattere giurisdizionale, qualora formulati in condizioni di percepibile indipendenza e obiettività. Non posso condividere le ragioni di fatto e giuridiche che sono alla base di questi verdetti e per questo è mia intenzione, se sarà necessario, continuare la mia battaglia in ogni sede, per difendere i miei diritti di uomo e di calciatore. Allo stesso tempo non posso pagare una tale somma e nessuna persona fisica nelle mie condizioni può realisticamente farlo, così come una company sia pur di apprezzabili dimensioni. Sono dispiaciuto per quel che è successo quando militavo nel Chelsea e per non aver potuto apportare, per una serie di circostanze, a questo club quello che il suo valore di squadra e di società meritava e mi sono portato dentro questo dispiacere in questi anni".

Intanto il Corriere dello Sport ha pubblicato una dichiarazione di Giovanni Becali, uno degli uomini più potenti del calcio romeno, intenzionato a difendere in ogni sede il suo pupillo Adrian Mutu. Becali tira in ballo i dirigenti della Juventus che ingaggiarono Mutu pochi mesi dopo il licenziamento del giocatore deciso dal Chelsea (fu temporaneamente "parcheggiato" al Livorno perché la Juventus aveva esaurito i posti da extracomunitario):

«Voglio solo fare del bene al ragazzo e faremo di tutto per aiutarlo. Adrian non ha quei 17 milioni da pagare, ma quelli che hanno guadagnato con lui non escono allo scoperto. Io credo che lui debba ridare i soldi che ha guadagnato nel Chelsea, il resto dovranno pagarlo la Juventus, il Livorno e la famiglia Moggi. La Fiorentina? Loro lo hanno difeso, non ho ancora parlato con i dirigenti ma i rapporti con loro sono buoni. Dalla Juve non si è fatto vivo nessun dirigente e nessun ex compa­gno, non si lascia un ragazzo così. Se il procuratore che lo ha portato in Italia ha il coraggio venga a fare qualsiasi con­fronto pubblico con me, dove vuole lui. Quando Alessandro Moggi lo ha chiama­to per chiedergli perché fosse tornato con me, Adrian gli ha risposto: “ Questa do­manda dovevi farmela quattro anni fa”. Io ho guadagnato tanto, controllo tutto il calcio in Romania, non ho paura di nessu­no. Da domani mi metto in moto. Faremo qualsiasi cosa, anche in­contrare Abramovich. Perchè deve paga­re il ragazzo e non gli altri? Se trovassimo una buona squadra che offrisse una cifra giusta alla Fiorentina e un ingaggio importante al giocatore, a gennaio potrebbe anche andare via. Ma Adrian a Firenze sta bene. Oggi si è rifat­to una famiglia, ha avuto dei bambini. Lui ha capito di aver sbagliato e ha pagato. Lotterò fino al­la morte perchè Mutu abbia giustizia".

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