La Tessera del Tifoso: le ragioni del No degli Ultras


L'introduzione della Tessera del Tifoso, lo strumento di identificazione obbligatorio per entrare negli stadi italiani (almeno in trasferta per quello che riguarda i settori ospiti) dal prossimo Gennaio, sta scatenando una serie infinita di polemiche e continue proteste da parte del mondo Ultras. Inutile dire che personalmente, e più in generale su CalcioBlog.it, non proviamo particolare simpatia per il tifo organizzato. I suoi eccessi, la sua speciale morale, quell'etica con troppi punti di contatto con la violenza e la giustificazione di questa sono un contraltare troppo ingombrante rispetto ai valori (impossibili da non apprezzare) della passione per la propria squadra del cuore e per il calcio in generale.

Eppure su questa questione della Tessera del Tifoso non si possono negare le ragioni che stanno alla base della protesta. In sostanza dal 1 Gennaio 2010 chiunque vorrà seguire la propria squadra in trasferta dovrà esibire questa tessera, molto somigliante ad una carta di credito prepagata, con i dati e la fotografia dell'intestatario che deve essere richiesta e viene rilasciata dalla propria squadra del cuore.

Il problema è che la Tessera non verrà rilasciata a quanti abbiano subito una condanna "anche in via non definitiva" per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive negli ultimi 5 anni. Vale a dire che un soggetto, colpito ad esempio da un DASPO, anche se lo stesso è stato completamente scontato, non potrà richiedere la tessera e quindi non avrà accesso al settore ospiti. Per assurdo lo stesso soggetto potrà recarsi in qualsiasi altro settore dello stadio, ma non fra i "suoi" tifosi.

Questi termini sono chiaramente paradossali: un soggetto "sconta" due volte la pena per lo stesso reato, la sconta anche se la condanna non è definitiva e potrebbe essere assolto in un grado di giudizio successivo, ma ha comunque la possibilità di accedere allo stadio in settori diversi da quello ospite.

Questo provvedimento si inserisce in un contesto nel quale acquistare un biglietto per il settore ospiti è sempre più complicato da procedure kafkiane che rendono già oggi un'impresa impossibile (anche e soprattutto al tifoso "non professionista") seguire la propria squadra in trasferta.

Tanto per fare un esempio in tantissime gare non è possibile acquistare il biglietto su Internet, ma solo in pochissime ricevitorie, ogni soggetto può acquistarne soltanto uno (ognuno deve recarsi fisicamente alla ricevitoria) e non basta nemmeno presentare il documento d'identità di un'altra persona in originale.

Il tutto, come ovvio, non ha alcun legame con la questione "sicurezza". La nominatività dei tagliandi se verificata effettivamente all'ingresso dello stadio con l'uso dei famigerati tornelli eliminerebbe la possibilità di utilizzare un'identità falsa. Con queste procedure si ha soltanto l'effetto di limitare la frequentazione dello stadio a quei tifosi che hanno molto tempo da perdere in settimana oppure gli "agganci giusti" per farsi stampare tagliandi da ricevitorie compiacenti bypassando code e burocrazia.

Nemmeno con l'introduzione della Tessera, qui l'assurdo arriva al suo apice, queste limitazioni (biglietto venduto singolarmente, vendita solo in poche ricevitorie) verranno eliminate. Allora appare chiaro che gli Ultras possano sentirsi presi in giro, vittime di una schedatura che ha l'obiettivo di punire due volte i loro affiliati che hanno già scontato la pena del divieto d'accesso agli eventi sportivi, il tutto senza favorire comunque la frequentazione di quelle famigerate "famiglie" che dovrebbe magicamente ricominciare a frequentare i spesso orribili, insicuri e vecchi stadi italiani.

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