E’ guerra tra Lotito e Pandev: il macedone chiederà la rescissione del contratto

Che l’aria tra Pandev e la Lazio stava diventando sempre più pesante lo si era capito dal comunicato dell’AIC riguardante l’esclusione “forzata” di Goran Pandev dai piani di Ballardini. Già, dai piani di Ballardini e non di Lotito. Perché di scelta tecnica si tratta e non certo di capriccioso dispetto nei confronti del macedone: un

di antonio


Che l’aria tra Pandev e la Lazio stava diventando sempre più pesante lo si era capito dal comunicato dell’AIC riguardante l’esclusione “forzata” di Goran Pandev dai piani di Ballardini. Già, dai piani di Ballardini e non di Lotito. Perché di scelta tecnica si tratta e non certo di capriccioso dispetto nei confronti del macedone: un allenatore, dopo aver appreso che un suo calciatore ha intenzione di cambiare aria, ha tutto il diritto di trarre le ovvie conclusioni e di prendere in considerazione soltanto gli atleti più motivati. Del resto di “mancanza di motivazioni” parlò proprio lo stesso Pandev in occasione dell’outing mediatico di giugno, in cui il macedone gridava ai quattro venti la sua volontà di cambiare aria, facendo automaticamente calare il suo valore di mercato e di conseguenza il potere decisionale alla Lazio.

Pandev aggiunse di “aver tirato i remi in barca” negli ultimi mesi della scorsa stagione, una dichiarazione che di certo non lo aiuterà nella probabilissima battaglia giudiziaria con Lotito. Il presidente laziale ha sicuramente tentennato troppo per l’adeguamento contrattuale di un top player, ma è altrettanto importante non dimenticare che al macedone era stato proposto un rinnovo retroattivo a cifre “importanti e soddisfacenti” (testuali parole dei procuratori) prontamente rifiutato perché per Pandev non era una questione di soldi, bensì di ambizioni personali. Un rifiuto che precedette un altro diniego di qualche settimana dopo: la proposta di firmare un contratto con clausola rescissoria.

Insieme alla società i procuratori concordarono un prezzo base per la vendita del giocatore: 18 milioni di euro. L’offerta che più si avvicinò fu quella dello Zenit San Pietroburgo (15 milioni circa). Ma Pandev non prese in considerazione l’idea di trasferirsi in Russia. Da lì il normale accantonamento deciso da tecnico e società. Curiosità: oltre a Pandev (e a Ledesma) anche Berni, Bonetto e Manfredini non fanno più parte dei progetti della Lazio e sono stati esclusi sia dalla lista per l’Europa League che dalle gerarchie del tecnico. Resta difficile pensare che anche da parte loro arrivi una richiesta di rescissione contrattuale in assenza di altre squadre pronte ad accaparrarsi tre giocatori dalle potenzialità non eccelse…

Pandev, nella battaglia contro la Lazio, ma anche a sostenere le accuse di mobbing che lo stesso giocatore vorrebbe presentare contro il club, sarà assistito dall’avvocato Mattia Grassani. Lo stesso che aveva aiutato Pandev a redigere il famigerato telegramma del 18 agosto in cui il macedone chiedeva il reintegro in squadra, mai avvenuto.

Lotito non ci sta: “È vergognoso, la Lazio non sta di­scriminando nessuno. Qui i mercenari non devono esiste­re, il loro è un comportamento che va contro le regole e i com­pagni. Che cosa avrebbe dovu­to fare Ballardini dopo Pechi­no? Accantonare chi ha vinto per far spazio al figliol prodigo che vuole tornare perché non ha trovato squadra? L’Aic ha travalicato il proprio ruolo, non deve intervenire nella sfe­ra tecnica. Le scelte so­no fatte anche nel rispetto dei compagni».

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