Pep Guardiola: dopo il doping tocca al fisco, un altro conto aperto con l'Italia


Pep Guardiola, oltre ad essere l'allenatore giovane e vincente per definizione, ha un'altra caratteristica che lo rende inevitabilmente simpatico agli appassionati italiani: parla perfettamente la nostra lingua ed ha un rapporto speciale con il nostro paese. Come dimenticare la dedica immediata dopo il successo in Champions League a Paolo Maldini, capitano rossonero appena ritiratosi? La sua vicinanza all'Italia, lui che è un catalano doc, è nata e cresciuta grazie alla sua esperienza al Brescia dove guidava il centrocampo delle Rondinelle nella squadra che era di Roberto Baggio.

Gli anni in Italia non sono stati comunque i più felici della sua carriera: l'esperienza poco felice alla Roma (dove Capello non lo "vedeva"), ma soprattutto la squalifica per doping. Il 21 novembre 2001 venne trovato positivo al Nandrolone e squalificato per 4 mesi. Dopo una lunghissima battaglia giudiziaria è riuscito a dimostrare la sua innocenza, ma ci sono voluti quasi 8 anni. L'ultima sentenza della Figc che lo riabilita totalmente è arrivata solo nel maggio di quest'anno.

I suoi problemi con il Belpaese sembravano definitivamente risolti, almeno così pensava Pep quando la settimana scorsa è atterrato a Milano con il suo Barca per giocare la partita contro l'Inter. Di certo non si sarebbe aspettato di ricevere una visita della Guardia di Finanza nell'albergo che lo ospitava, giusto poche ore prima della partita. Invece è andata proprio così e gli agenti delle Fiamme Gialle gli hanno notificato una multa per una presunta evasione fiscale da 1 milione di euro, in sostanza l'ingaggio che riceveva ai tempi del Brescia.

La nuova grana italiana ha lasciato l'amaro in bocca a Guardiola, almeno secondo quando ricostruisce il quotidiano spagnolo Marca: "A Pep non è piaciuto il modo in cui è avvenuta la cosa: lui è sicuro che non ha mai commesso una irregolarità con il fisco, ma ci è rimasto molto male che due persone si siano presentate in quella maniera poche ore prima di una partita. Non è la prima volta che si accaniscono contro Guardiola, basti pensare alle false accuse di doping che Pep ha dovuto sopportare per anni fino a quando è stato dichiarato innocente da un giudice".

Chissà se oggi rifarebbe la stessa dedica successiva al trionfo di Roma...

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