Zemanlandia, un documentario dedicato al boemo e ai magnifici anni del Foggia dei miracoli

Nell’era del risultato ad ogni costo, dei contratti milionari di giocatori e allenatori, più che mai sembrano remoti gli anni in cui in Serie A si affacciò una squadra che aveva una filosofia completamente diversa, che quindici anni fa era già rivoluzionaria. Si parla del Foggia di Zdenek Zeman, profeta del 4-3-3 e dello spettacolo


Nell’era del risultato ad ogni costo, dei contratti milionari di giocatori e allenatori, più che mai sembrano remoti gli anni in cui in Serie A si affacciò una squadra che aveva una filosofia completamente diversa, che quindici anni fa era già rivoluzionaria. Si parla del Foggia di Zdenek Zeman, profeta del 4-3-3 e dello spettacolo prima di tutto. Quella squadra composta da illustri sconosciuti arrivò sul massimo palcoscenico nazionale nella stagione 1991/92 e disputò un campionato di tutto rispetto. Nelle due stagioni successive Zeman e la sua Zemanlandia si migliorarono fino a sfiorare il piazzamento in Uefa, perso solo all’ultima giornata, nel 1993/94. Poi il boemo passerà alla Lazio e la società pugliese inizierà il suo declino.

Ma quel periodo d’oro è rimasto nell’immaginario dei tifosi rossoneri e di tutti gli appassionati di calcio. A portarne testimonianza un documentario, diretto da Giuseppe Sansonna, che sarà presentato il prossimo 28 settembre a Roma. Il regista ha raccolto nel suo lavoro tantissimi contributi inediti, attingendo dalle tv locali e non solo, con l’obiettivo di ripercorrere la parabola di quella meravigliosa squadra che del pressing e del fuorigioco altissimo aveva fatto la sua unica ragione di vita.

I protagonisti sono i giocatori che in quegli anni hanno indossato la maglia del Foggia, gente come Giuseppe Signori, Francesco Baiano, Luigi Di Biagio e tanti altri che ricordano con affetto i duri allenamenti sulle gradinate dello Zaccheria. Ma soprattutto emerge la figura carismatica del tecnico boemo, la sua sigaretta sempre in bocca e le sue interviste sussurrate. Una figura talmente importante da far creare un neologismo, Zemanlandia, che è anche il titolo del documentario di Sansonna.

Poi Zeman non ha avuto le stesse fortune dopo Foggia, le sue esperienze romane sono state altalenanti, il suo nome è stato spesso associato alla cronaca giudiziaria di un calcio che ha vissuto molti scandali con l’allenatore nella veste di accusatore. Forse è anche questo che rende quel triennio della prima metà dei novanta magico per i nostalgici, per tutti quelli che amano il calcio. Zeman è stato molto più di un semplice allenatore, è stato un personaggio calcistico a tutto tondo che ha ispirato in parte quello che è venuto dopo, anche se attraverso rivisitazioni di quello che era il suo pensiero. Il documentario sarà in concorso al Festival del Cinema Indipendente di Foggia che si terrà a novembre.

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