Materazzi fiducioso: “A Zidane ci pensa Gattuso”

Mancano tre giorni alla finalissima di Germania 2006, alla conclusione di un mondiale combattuto, equilibrato, ricco di sorprese ma anche di conferme. La prima sorpresa è vedere a Berlino la Francia data ormai per morta, priva di stimoli, imbottita di vecchie glorie con poco da dire e pochissimo da dimostrare. La conferma è l’Italia, nazionale

Mancano tre giorni alla finalissima di Germania 2006, alla conclusione di un mondiale combattuto, equilibrato, ricco di sorprese ma anche di conferme. La prima sorpresa è vedere a Berlino la Francia data ormai per morta, priva di stimoli, imbottita di vecchie glorie con poco da dire e pochissimo da dimostrare. La conferma è l’Italia, nazionale dal buon tasso tecnico e dalla determinazione fuori dal comune. Zinedine “Zizou” Zidane, arrivato all’ultima partita in carriera, fa paura, ma non troppo. A parlare è Marco Materazzi:

“Noi abbiamo gente che può marcare Zidane in diverse zone del campo e c’è Gattuso, il mio figlioccio. Non dobbiamo nemmeno caricarlo troppo, altrimenti finisce che spacca il mondo.”

L’abbraccio all’arbitro dopo il vantaggio azzurro ha fatto molto sorridere:

“L’ho fatto perche’ era il 119′ e non avevo piu’ le forze per andare ad abbracciare Fabio (Grosso). Il primo che ho trovato e’ stato l’arbitro e ho abbracciato lui. Tanto uno valeva l’altro.”

Secondo gli addetti ai lavori l’Italia è la grande favorita:

“C’è uno spogliatoio unito, compatto. Di questo gruppo amo particolarmente la fame di vittorie. Gente come Iaquinta, io, Grosso e Gattuso fino a qualche anno fa giocavamo nella polvere, adesso invece…”

via | tgcom
via | sports

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