Gianluca Paparesta è pronto a tornare in campo dopo aver vinto il ricorso al Tar

Gianluca Paparesta ha sostenuto ieri con successo le visite di idoneità medica presso l’Istituto di Medicina dello Sport dell’Acqua Acetosa a Roma. L’arbitro barese era stato allontanato dal mondo del calcio nel 2007 in seguito alle vicende giudiziare di calciopoli, il 4 luglio 2008 era stato poi definitivamente messo da parte dall’AIA che aveva addotto


Gianluca Paparesta ha sostenuto ieri con successo le visite di idoneità medica presso l’Istituto di Medicina dello Sport dell’Acqua Acetosa a Roma. L’arbitro barese era stato allontanato dal mondo del calcio nel 2007 in seguito alle vicende giudiziare di calciopoli, il 4 luglio 2008 era stato poi definitivamente messo da parte dall’AIA che aveva addotto come motivazione quella del “normale avvicendamento”. Ma il pugliese non si è mai arreso e dopo aver perso la causa presso Camera di Conciliazione e Arbitrato dello sport del Coni ha deciso di rivolgersi alla giustizia ordinaria ricorrendo al Tar del Lazio.

Lo scorso agosto il tribunale amministrativo ha deciso che il fischietto poteva tornare in campo in quanto le motivazioni dell’AIA che ne avevano decretato la dismissione sono state ritenuto “illogiche e immotivate”. L’associazione arbitrale pur storcendo il naso ha dovuto accettare la sentenza disponendo che Paparesta sostenesse le regolari visite mediche che sono poi state superate ieri. A tal proposito sono arrivate le dichiarazioni dello stesso arbitro:

Ho fatto le visite mediche che sono propedeutiche all’attività agonistica. Adesso aspetto solo di essere chiamato dall’Aia. Io sono già disponibile e pronto a tornare in campo, visto che le visite hanno dato esiti positivi. Ora mi auguro di tornare già da domani dato che c’è il raduno degli arbitri, e spero, nella massima serenità, che il designatore Collina mi chiami. Se c’è una volontà di farmi rientrare, nel massimo dello spirito di collaborazione, io sono pronto, altrimenti è sufficiente che spieghino il moti­vo per cui non c’è questa volon­tà. Non è obbligatorio fare l’ar­bitro, farò un’altra cosa”.


Resta da vedere se poi il designatore arbitrale viareggino vorrà davvero avvalersi delle prestazione dell’arbitro pugliese per il quale le vicende del passato sono ormai sepolte. A precise domande dei giornalisti non ha infatti nessuna difficoltà a ritornare sull’argomento calciopoli e con molta serenità analizza l’accaduto:

“Sono stato l’unico arbitro completa­mente prosciolto dalla Procu­ra di Napoli oltre un anno fa. La giustizia ordinaria mi ha scagionato, quella amministra­tiva ha detto che non dovevo essere estromesso. Per me era importante dimostrare che non c’era nessun motivo per non continuare la mia attivi­tà. Non guardo le colpe degli altri. Sicuramente ci so­no state anche delle mie responsabilità, ma credo che sia­no state un po’ troppo ingigan­tite. Ci tenevo a di­mostrare l’estraneità agli adde­biti che mi erano stati fatti. Ho la massima fiducia nelle persone che tanto hanno dato al mondo arbitrale. Da parte mia non c’è nessuna ostilità”.