Zeman ne ha una per tutti: attaccati Mourinho, Ferrara, Leonardo e Ranieri

Va bene, quel Foggia di inizio anni ’90 fece davvero divertire e sì, probabilmente il documentario dedicato al suo allenatore, Zdenek Zeman, e al gioco spumeggiante che i rossoneri esprimevano sarà una chicca gustosa per appassionati di calcio; è pur vero però che l’allenatore boemo, da molti considerato maestro di calcio, fece un exploit che


Va bene, quel Foggia di inizio anni ’90 fece davvero divertire e sì, probabilmente il documentario dedicato al suo allenatore, Zdenek Zeman, e al gioco spumeggiante che i rossoneri esprimevano sarà una chicca gustosa per appassionati di calcio; è pur vero però che l’allenatore boemo, da molti considerato maestro di calcio, fece un exploit che durò non più di un paio stagioni, non sapendo mai più ripetersi (a differenza di gente come Del Neri). Appaiono dunque godibili, piccanti e un pochettino saccenti le dichiarazioni rilasciate da Zeman a margine della presentazione del suddetto documentario. Ha avuto una parola per ciascuno. Andiamo in ordine.

Su Mourinho: “Grandissimo comunicatore che nasconde bene la propria mediocrità come allenatore. Penso che si trovi all’Inter, perché è un grande gestore di giocatori, anche se è ancora più bravo a gestire i giornalisti. Certo, con lui i tifosi nerazzurri non vedranno mai un bel gioco. Detto questo la squadra di Moratti resta la grande favorita del campionato, anche se gioca malissimo, perché ha la rosa più attrezzata“. Sugli esordienti Ferrara e Leonardo: “Posso dire che io ho fatto la gavetta ed ho imparato tanto. Si vede che loro non hanno bisogno d’imparare, perché sanno già tutto“. Su Ranieri e il suo “scordatevi il bel gioco”: “Sono frasi che mi fanno piangere il cuore. Purtroppo, nel calcio di oggi, conta solo il risultato e nessuno pensa più a far divertire la gente. Tanto per loro non ha più importanza se il pubblico va allo stadio, o da un’altra parte“.

Ma qualcuno che si salva?Troppi tecnici vedono il calcio come un lavoro e non come un divertimento. Devo riconoscere però che Spalletti con la Roma ha fatto vedere un gran bel gioco in passato. Oggi mi piace Gasperini. Il suo Genoa esprime valori importanti, anche se non è continuo“. Di eredi dice di non averne e non volerne, ma allora perché non allena più?

Mi sento ancora un allenatore di calcio. Io sono disponibile a tornare sui campi da gioco, ma non so se oggi ci sono le condizioni. Di certo, mi divertirei ancora. Penso di essere ancora bravo. Bisogna chiedere alle società, perché non mi vogliono. Sicuramente sono un personaggio scomodo. E poi, oggi tutti dicono che un tecnico deve essere un gestore di giocatori e non un maestro di calcio e non è questa la mia visione delle cose. Purtroppo, le mie dichiarazioni nel ’98, oltre a qualche scudetto con Roma e Lazio, le ho pagate a caro prezzo anche per la mia carriera. Con la Lazio ho ottenuto un secondo ed un terzo posto. Sono stati i migliori risultati della mia carriera. Purtroppo, in quegli anni non si poteva lottare per lo scudetto, perché come si è visto i titoli erano già assegnati prima. Anche con la Roma avrei potuto ottenere qualche vittoria in più“. Amen.

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