L'Akragas vince e la dedica è per il Boss arrestato, scatta il Daspo per il Presidente

All'amico fraterno Nicola Ribisi", questa è la dedica che il presidente dell'Akragas, formazione che milita nel campionato d'eccellenza in Sicilia ha voluto esprimere dopo una vittoria della sua squadra. Il problema sta nel fatto che "l'amico Nicola Ribisi" è l'erede di una famiglia mafiosa, recentemente finito in carcere perché accusato di voler rimettere in piedi la cosca di Palma di Montechiaro.

La dedica ha scatenato un'autentica rivolta nelle istituzioni, dai magistrati, dal sindaco e dalla politica sono arrivate una serie di condanne e di censure per il gesto, ma il presidente dell'Akragas Gioacchino Sferrazza, proprietario di una catena di negozi di giocattoli, ha respinto al mittente tutte le accuse facendo sapere che "tutto lo staff tecnico ed i giocatori sono con lui".


Ho dedicato la vittoria all'amico Nicola, non al boss mafioso, io non entro nel merito se sia colpevole o innocente: fino a quando non ci si sarà una condanna Nicola per me resta un amico che fino a dieci giorni fa era con noi sempre allo stadio.



L'autodifesa di Sferrazza non l'ha messo al riparo dal Daspo di 5 anni, il provvedimento di allontanamento dalle manifestazioni sportive firmato dal questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio. Intanto la stessa magistratura di Agrigento ha aperto un fascicolo per capire se ci siano estremi di reato nelle dichiarazione di solidarietà all'indagato per Mafia.

In passato si ricordano altri episodi, protagoniste le curve di squadre siciliane e campane, nei quali in modo diretto o indiretto i tifosi sono entrati in faccende legate alla Mafia (e alla politica collusa), ma mai se ne era potuto individuare con chiarezza il responsabile. Non si può negare che Sferrazza si sia personalmente esposto con tanto di dichiarazione davanti ai microfoni delle stampa locale.

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