Ossessionato dall'Arsenal: da 31 anni non manca allo stadio, ma vive in America...


Chi ha letto lo splendido libro di Nick Hornby "Febbre a 90°" (o visto il corrispettivo film con Colin Firth), probabilmente capirà un pochino di più quell'alieno di Nesan Sinnadurai, un uomo di Columbus, Georgia, ma nativo dello Sri Lanka che dal 1966 non si perde una partita dell'Arsenal, men che meno dal 1978 in poi, anno in cui si trasferì da Londra negli States. L'Arsenal può trasformarsi in un attimo da affascinante squadra di calcio, ad ossessione pura, tanto folle da farti spendere quasi 700mila euro in 3 decenni di voli transoceanici per non perdersi neanche un appuntamento dei Gunners ad Highbury (da qualche tempo Emirates Stadium). Licenziato dal lavoro e persa la casa, il signor Sinnadurai tiene duro e superata la sessantina non vuole smettere di seguire i suoi idoli.

"Lo so che per mia moglie sono un pazzo e lo stesso pensano i miei fratelli, le mie sorelle e i miei amici, ma per me vale la pena fare tutto questo, perché una partita dell’Arsenal è la cosa più importante del mondo. Mio figlio, che è un pittore, mi ha pure dipinto una foto di Cesc Fabregas e il logo dell’Arsenal sul muro della mia stanza" ha detto orgoglioso al Daily Express, illustrando nei dettagli i suoi tour de force bisettimanali. Levataccia il venerdì mattina, navetta fino ad Atlanta, volo per Houston, quindi altro volo per Londra; una capatina dalla sorella, quindi via allo stadio. E al triplice fischio percorso inverso, con ritorno a Columbus 30 ore dopo dal fischio finale. Passione malata che affonda le radici nel lontano 1966, quando approdato a Londra fu ammaliato dall'atmosfera di Highbury.

Dodici anni a girare su e giù per l'Inghilterra, col rischio nel '75 di perdersi la nascita del figlio: "Mia moglie ha avuto le doglie la mattina del 15 marzo, così l’ho portata in ospedale e poi sono corso allo stadio a vedere la partita. Temevo di non farcela a tornare in tempo per assistere al parto, ma mio figlio ha aspettato altri tre giorni prima di nascere, così sono riuscito ad andare allo stadio e a ritornare in ospedale prima del lieto evento. Lo ammetto, mia moglie era furibonda, ma io non avrei mai potuto sopportare di perdere la partita: l’Arsenal è il mio mondo e per la mia squadra farei davvero qualunque cosa" ha orgogliosamente dichiarato il buon Nesan. Ci sarà domani contro il Blackburn?

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