Die Zeit: “La mafia in finale”

Diciamo pure che la Germania non è mai stata una patria di grandi comici e cabarettisti, aggiungiamo che il loro orgoglio (almeno quello di chi ha il coraggio di scrivere certe cose) li rende spesso sordi e ciechi alla dura realtà, ma ogni tanto si oltrepassano i limiti del buon senso, e nell’ultimo mese questi



Diciamo pure che la Germania non è mai stata una patria di grandi comici e cabarettisti, aggiungiamo che il loro orgoglio (almeno quello di chi ha il coraggio di scrivere certe cose) li rende spesso sordi e ciechi alla dura realtà, ma ogni tanto si oltrepassano i limiti del buon senso, e nell’ultimo mese questi limiti sono stati superati di almeno un paio di chilometri. “Mafia in finale” titola il “celeberrimo” Die Zeit. Ma serviva gettare altra benzina sul fuoco? L’articolo (il cui intento dovrebbe essere quello di far sorridere) parla di corruzione, inciuci, intrighi internazionali volti a far arrivare in finale l’Italia ai danni dei padroni di casa. “Gli italiani hanno perfino utlizzato una spia uccisa a freddo dai tedeschi, l’orso Bruno.”(Ma che ridere!!!!) Per poco non si crea un mezzo caso diplomatico, con giornalisti, opinionisti e politici decisi ad ottenere le scuse ufficiali del cancelliere Angela Merkel. Dopo poco, il dietro front (in un italiano improvvisato) dalle pagine del giornale:

“Gentili lettori di questo articolo il testo di Adrian Pohr e una satira che non deve essere considerato seriamente. Si tratta di una satira e NON corrispone a verità. Abbiamo l’impressione che i media italiani non hanno tradotto questo articolo adeguatamente. Domani sarà accessibile una traduzione italiana del testo”.

Io butto la mia collezione di dvd di Totò, Sordi e Verdone, tanto ci sono i tedeschi…

via | datasport

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