De Rossi contro Cassano: "Segna poco"


Daniele De Rossi, direttamente dal ritiro di Coverciano, entra in gamba tesa su Antonio Cassano. La presa di posizione di un giocatore così importante nella nazionale conferma, come spesso in passato si era detto, che le difficoltà nel convocare il fantasista della Sampdoria non sono da individuare semplicemente nella chiusura di Marcello Lippi. Cassano, per via del suo carattere e del suo passato burrascoso, è inviso a parte del gruppo azzurro. De Rossi, nello specifico, ricorda una celebre dichiarazione di Cassano contro l'Under 21 di cui faceva parte.


E' tra tutti gli attaccanti italiani il più talentuoso e il più divertente. Ma se andiamo a guardare i gol, ne fanno di più quelli che sono qui in nazionale, o anche altri che sono rimasti fuori. Disse che l'under 21 era un gruppo di sfigati? Sono dieci anni che se proviamo a spiegargli che se non sei come lui non è detto che tu sia sfigato.

De Rossi sembra più preoccupato da altre questioni. Torna così sull'ipotesi di un ritorno in azzurro di Francesco Totti e coglie l'occasione per esprimere la sua solidarietà a Roberto Donadoni dopo l'esonero dalla panchina del Napoli.


Non credo che Totti rimarrà indifferente al fascino del mondiale, ma a 33 anni se ha preso una decisione se ne è assunto anche le responsabilità. Quando ha lasciato l'azzurro aveva chiarito che lo faceva perché non riusciva a gestire 60 partite l'anno. Solo adesso siamo tutti d'accordo che era vero, allora pensavamo ce l'avesse con Donadoni... Mi dispiace per il suo esonero. Il nostro calcio non sa aspettare. C'è poca pazienza e non vale solo per lui. All'estero non fanno così. Eppure nessuno ha la bacchetta magica, non bastano quattro settimane per giudicare un allenatore, ci vuole un progetto di due o tre anni

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