L'avventura di Maradona sulla panchina argentina sembra già agli sgoccioli: "Potrei lasciare"


Una storia che rischia di finire male quella tra Maradona e la nazionale argentina. Giocare d'azzardo è un rischio che a volte si paga in modo salato e la Federazione Argentina avrebbe dovuto conoscere i rischi a cui andava incontro ingaggiando un personaggio, icona del calcio e del paese sudamericano, ma un po' sui generis come Diego Armando Maradona. La conduzione tecnico-tattica della selección, alquanto strampalata, si sta rivelando un flop completo. Se la classifica dovesse rimanere così com'è adesso l'Argentina sarebbe costretta a giocarsi l'accesso al mondiale sudafricano in un pericoloso spareggio contro la quarta del girone centroamericano.

L'andamento dell'albiceleste è stato deficitario. Emblemi del calvario maradoniano sono sicuramente l'umiliazione subita in Bolivia e il doloroso k.o. interno contro i rivali brasiliani. Sconfitte frutto di una gestione confusa, a tratti arruffona, dei giocatori. Troppe convocazioni senza logica, troppi calciatori chiamati e in seguito accantonati, mancanza di una vera spina dorsale su 4 o 5 elementi su cui puntare. E se si lascia a casa un difensore come Samuel per chiamare Schiavi...

Maradona ha lasciato intendere che il suo compito potrebbe esaurirsi alla fine del girone di qualificazione:

"Dopo la partita con l'Uruguay valuterò se continuare ad essere il ct dell'Argentina. Quando mi è stato offerto l'incarico ero l'uomo più felice del mondo. Poi sono accadute cose che non mi sono piaciute. A qualificazioni finite le dirò al presidente Grondona. Ho ereditato una squadra con molti cartellini gialli. E ci siamo riempiti ancor più di cartellini ad ogni partita, perché ci siamo sempre giocati il tutto per tutto. Comunque, andiamo avanti e dobbiamo impegnarci al massimo, pensando alla partita di sabato".

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