Shevchenko contro Mourinho: il portoghese è il responsabile del suo flop londinese


A pochi giorni dalla sfida tra la sua Ucraina e l'Inghilterra di Fabio Capello, Andriy Shevchenko rilascia un'intervista al quotidiano inglese Daily Mirror. L'attaccante ormai ritornato in patria per vestire la maglia che lo proiettò nel calcio che conta, quella della Dinamo Kiev, analizza il suo passato, i motivi che portarono al fallimento la sua esperienza con il Chelsea, ma volge anche lo sguardo al futuro, al prossimo incontro di qualificazione mondiale contro gli inglesi e alle soddisfazioni che spera di togliersi con la maglia della Dinamo. (La Galleria Fotografica di Shevchenko)

La maggior parte dei suoi pensieri, nemmeno tanto gentili, sono rivolti al suo allenatore ai tempi dello Stamford Bridge. José Mourinho non è un simpaticone e quanto pare non è riuscito a restare nel cuore di Sheva. Anzi, secondo l'ex milanista proprio il portoghese sarebbe una delle cause del suo fallimento, lo accusa infatti di non averlo mai preso in considerazione a causa dell'idea che l'ucraino fosse raccomandato dal presidente Abramovich. Lo accusa poi di aver sempre avuto delle manifeste preferenze per determinati giocatori come Lampard, Terry e Drogba, e delle antipatie per altri. La sua dote era ed è quella di essere un grande organizzatore ma manca del tutto nel dialogo con i suoi giocatori.

Shevchenko riconosce comunque che le colpe non sono tutte da addossare al lusitano, una componente importante della sua poco fortunata permanenza a Londra è sicuramente la precaria condizione fisica: "Gli infortuni sono stati la causa principale del mio insuccesso in Inghilterra. I tifosi del Chelsea non hanno mai visto il vero Shevchenko. Il calcio inglese è più fisico e veloce rispetto a quello italiano, che è maggiormente tecnico". Ora è tornato in patria per provare a togliersi qualche altra soddisfazione ma non c'è rancore del suo cuore:

"Ora sono alla Dinamo Kiev per dimostrare di poter dare ancora molto. Ho lasciato alle spalle i tempi del Chelsea dove non giocavo. Ho lasciato il Milan e il Chelsea per un nuovo obiettivo, e voglio pensare solo al futuro. Il mio nome è già nella storia del calcio europeo. Non ho nulla da dimostrare. Non cerco vendette per quanto accaduto al Chelsea. Non credo che il mio periodo con i blues abbia rovinato la mia carriera".

Ora la attenzione è tutta sulla partita contro l'Inghilterra, nella sfida di Wembley è andato a segno e spera di poter dare anche questa volta un contributo decisivo per regalare un successo al suo paese. In campo incrocerà vecchi compagni di squadra come Terry e Lampard, dopo il fischio d'inizio saranno dei semplici avversari.

Le migliori foto di Sheva

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