Gaetano D'Agostino caldeggiato dalla Mafia. Il tramite? Marcello Dell'Utri


Uno sconcertante retroscena, a sfondo calcistico, arriva dal processo d'appello per concorso esterno in associazione mafiosa di Marcello Dell'Utri, senatore e braccio destro di Silvio Berlusconi. Nella requisitoria il procuratore generale Antonino Gatto ha citato un episodio che riguarda da vicino il centrocampista dell'Udinese Gaetano D'Agostino, o meglio i primissimi passi della sua carriera da calciatore.

Per dimostrare che Dell'Utri era in contatto con i boss il procuratore cita la raccomandazione che il padre di D'Agostino ottenne per promuovere la carriera del figlio allora 12enne con un provino nelle giovanili del Milan nel 1994. Giuseppe D'Agostino si rivolse ai boss mafiosi Filippo e Giuseppe Graviano che chiamarono Dell'Utri per ottenere che il ragazzino venisse visionato dai tecnici della squadra rossonera.

Il provino effettivamente ebbe luogo e proprio su pressione di Dell'Utri come confermato da Francesco Zagatti, responsabile del settore giovanile del Milan, in una deposizione. Già due anni prima D'Agostino padre aveva "raggiunto" l'On. Dell'Utri per avere un interessamento per suo figlio contattando Carmelo Barone, un commerciante di Brancaccio, che poi avrebbe segnalato Gaetano a Dell'Utri. In quell'occasione il provino non si fece, ci vollero due anni e la spintarella dei fratelli Graviano per aprire le porte di Milanello al giovane D'Agostino.

Il ragazzo non venne poi tesserato dal Milan perché essendo 12enne la sua famiglia avrebbe dovuto trasferirsi a Milano e D'Agostino continuò la sua carriera nelle giovanili del Palermo prima di approdare in quelle della Roma dopo essersi messo in evidenza per il record di ben 100 reti messe a segno in un solo anno.

Nella requisitoria il procuratore evidenzia anche come D'Agostino padre abbia fatto di tutto per evitare che vi fosse un collegamento fra il provino del figlio e le pressioni fatte dai fratelli Graviano a Dell'Utri.
Invece di darsi tanto da fare con le sue amicizie mafiose avrebbe potuto lasciar fare, Gaetano D'Agostino si è fatto strada ugualmente nel calcio che conta.

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