Il Parma si interroga sui propri limiti caratteriali

La squadra di Beretta si interroga sull’incredibile sconfitta di sabato sera, in cui i gialloblù hanno dilapidato un vantaggio di due gol maturato in appena venti minuti di gioco. Un incontro, quello con i viola, paradigmatico della stagione del Parma che, si giocasse a chi prima segna vince,[…]

La squadra di Beretta si interroga sull’incredibile sconfitta di sabato sera, in cui i gialloblù hanno dilapidato un vantaggio di due gol maturato in appena venti minuti di gioco. Un incontro, quello con i viola, paradigmatico della stagione del Parma che, si giocasse a chi prima segna vince, viaggerebbe a ritmi da Coppa Uefa.
Sono ben nove, infatti, le rimonte già subite dai ducali, anche se mai di più di un gol come nella gara con i viola, di cui quattro hanno sortito un pareggio e ben cinque hanno invece portato al ribaltamento completo del risultato e quindi alla sconfitta. Addirittura 23, dunque, i punti lasciati per strada per l’incapacità di difendere il risultato, per la frenesia che colpisce i giocatori quando devono conservare il punteggio, per la paura di vincere. Il braccino, si direbbe nel tennis.
Basterebbe aver conservato la metà di questi punti scialacquati per navigare in ben altre acque di classifica, a giocarsi la Uefa con Chievo, Livorno e Sampdoria, invece la realtà dice che ci sarà da sudare in tutte le restanti undici giornate per conquistare la salvezza.
A cominciare da domenica prossima, quando i crociati scenderanno al San Filippo per affrontare il Messina, una delle tante squadra che anche al Tardini, all’andata, ha imposto il pari in rimonta ai padroni di casa. Beretta dovrà fare delle scelte, a partire dalla difesa dove il rientrante Paolo Cannavaro (sempre molto criticato, ma con lui la difesa ha preso un solo gol in tre partite…) scalpita per tornare titolare, mentre la coppia Contini – Couto schierata sabato sera non ha certo funzionato a dovere.

Dovrebbe essere pronto anche Cardone e ci si aspetto qualche minuto in più, se non proprio una maglia da titolare, anche per Damiano Ferronetti, ormai tornato stabilmente tra i convocabili. Con l’aggiunta di Bonera, Pasquale e Camara (per tacere del baby Rossi) ce n’è abbastanza per parlare di problemi di abbondanza.
Lo stato di grazia di Mark Bresciano, sperando sia confermato anche in Sicilia, dovrebbe invece permettere alla squadra di assorbire senza troppi problemi l’assenza di Bolaño, che si aggiunge alla lista degli indisponibili (Savi, Coly, Delvecchio, Pisanu) a causa dello stiramento subito prima della gara di sabato. Daniele Dessena e Luca Cigarini, dal canto loro, scalpitano perché se Beretta decidesse di far rifiatare uno tra Morfeo e Corradi, entrambi piuttosto appannati nelle ultime gare, le rivoluzioni interne potrebbero portarli in prima linea con l’avanzamento di Bresciano o Marchionni.

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