Spalletti torna a parlare: "Il futuro? O Zenit o... Nazionale!"


Luciano Spalletti è uno che ci sa fare, quantomeno manca, e non poco, al mondo del calcio: il modo che ha di far giocare le sue squadre, le sue espressioni spesso sintomo di un cogitare malinconico, le sue dichiarazioni retoriche e sconnesse eppur dense di saggezza, la sua ironia da toscanaccio fatto e finito. Questo e tanto altro fanno dell'ex allenatore della Roma un personaggio autentico che colora, con toni vivaci, il nostro calcio; è un peccato saperlo ai box, avere di lui il ricordo fermo, fisso a quel 30 agosto 2009 quando amareggiato e sconsolato rassegnò le dimissioni da tecnico dei giallorossi, in crisi di risultati e di identità. Oggi è tornato a parlare e le sue dichiarazioni non sono state per niente banali, anzi. C'è lo Zenit e i 4 milioni netti offertigli all'anno, c'è la "sua" Roma che balbetta.

Quali i suoi progetti per il futuro? Cosa c'è di vero nelle sirene russe e a cosa intimamente aspira il tecnico di Certaldo? "Lo Zenit? Ho ricevuto una proposta seria da persone serie e la sto valutando. Il futuro alla guida di una nazionale? Sì, mi piacerebbe guidare la Nazionale. Una nazionale o la Nazionale? La Nazionale. Poi ci sono colleghi italiani che stanno facendo un ottimo lavoro alla guida di altre nazionali, però la nostra..." ha ammiccato il pelato allenatore, che di certo tiferà Italia ai prossimi mondiali in Sudafrica. E poi c'è il campionato e la mezza fuga dell'Inter: "E' attrezzata e ha già un buon margine, ma avete sentito voi stessi cosa dice Mourinho, non è una fuga. Il portoghese è un buon domatore: crea tensione e attenzione per sfruttare al meglio gli episodi che fanno girare la partita. In quello è il più bravo. Avete visto tutti, spesso la sua Inter ha giocato peggio dell'avversario ma ha vinto cogliendo quegli episodi".

Ovvio, non può non parlare della sua ex squadra, a cui dà pure un certo credito per un ritorno in corsa: "Campionato chiuso? No, il campionato riesce ancora ad affascinarmi: dietro l'Inter ci sono la Juve, il Milan, la Samp, il Palermo, e poi anche il Napoli, la Roma, la Lazio. Tutte squadre che si possono inserire" benché nel calderone ce le mette un po' tutte. Insomma, che ne pensa di questa Roma targata Ranieri? "I tifosi devono stare vicini alla squadra, devono volergli bene e deve interrompersi questa storia delle bombe carta" ammonisce, anche se non manda certo segnali di fumo positivi a Rosella Sensi, quanto piuttosto allo scomparso papà, "il mio presidente Franco Sensi". Spalletti: quando torni?

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