Platini contro i club indebitati: “Chi acquisterebbe l’Inter?” – Paolillo: “Parla a sproposito, noi non abbiamo debiti”

Botta e risposta tra il presidente dellUefa, Michel Platini e i vertici dell’Inter. Il massimo esponente del calcio europeo, nell’aggiornare la sua personale battaglia contro i club indebitati con nuove dichiarazioni rilasciate al Daily Telegraph, ha preso come esempio negativo l’Inter di Moratti. “Chi sarebbe così fesso da prendere squadre così indebitate? Bisogna introdurre regole

di antonio


Botta e risposta tra il presidente dellUefa, Michel Platini e i vertici dell’Inter. Il massimo esponente del calcio europeo, nell’aggiornare la sua personale battaglia contro i club indebitati con nuove dichiarazioni rilasciate al Daily Telegraph, ha preso come esempio negativo l’Inter di Moratti. “Chi sarebbe così fesso da prendere squadre così indebitate? Bisogna introdurre regole per cui non si potrà più spendere più di quanto si incassa. Con le nuove regole proteggeremo il business di Abramovich, Massimo Moratti e Glazer. Sono sicuro che vogliono vendere, ma chi comprerebbe club con tanti debiti? Chi sarebbe così stupido?“, ha commentato Platini. E poi ha continuato:

“Tutti i proprietari mi hanno chiesto una migliore filosofia, più trasparenza. In Germania i debiti non sono consentiti, in Inghilterra sì. Se regoli il sistema, più persone saranno interessate ad acquistare. Non sono un economista, ma uso la logica. Mi piace quando si investe nei propri campionati d’origine. Gli inglesi dovrebbero fare leggi per impedire l’arrivo di altri investitori stranieri, così come in Germania dove uno straniero non può controllare più del 50% della società. In Francia gli stadi sono di proprietà dei comuni locali. A me piace il modello del Barcellona: i tifosi sono gli azionisti e non può esserci un proprietario straniero. Grande”.

A Platini non piace nemmeno il modello Arsenal e la scelta di affidare a Capello la nazionale inglese:

“In Inghilterra ci sono talenti, non bisognerebbe comprare ragazzi di 13 anni dal resto d’Europa. Non mi piace il sistema dell’Arsenal. Più giocatori inglesi hai in rosa e meglio è per il calcio nazionale. Dobbiamo proteggere le nazionali. La Commissione Europea ha stabilito che uno straniero dopo un certo periodo di soggiorno può giocare per quella nazionale, ma noi non siamo d’accordo che Didier Drogba indossi la maglia dell’Inghilterra. Capello è un bravo tecnico e l’Inghilterra lo ha chiamato per vincere. Ma io continuo a preferire un tecnico francese per la nazionale francese. La moviola? La tecnologia ucciderà il calcio. Affidarsi agli uomini è meglio, il mio compito è aiutarli a vedere tutto quello che succede in campo. Per questo motivo abbiamo voluto il giudice di porta”.

Non si è fatta attendere, in giornata, la risposta piccata dell’Inter. Tramite il proprio sito ufficiale la società nerazzurra fa sapere che “l’Inter non è una Società indebitata. Comprendiamo le sue preoccupazioni istituzionali per l’economia del calcio europeo, ma citando l’Inter nei suoi ragionamenti dimentica che il nostro club non ha debiti con le banche. L’Inter non rientra nell’ambito di quei club che, da questo punto di vista, possono preoccupare il presidente Uefa”.

L’amministratore delegato Ernesto Paolillo ha rincarato la dose dalle frequenze di Radio Radio:

“E’ stata un’affermazione a sproposito alla quale abbiamo immediatamente risposto: l’Inter non è indebitata con le banche. L’Inter, chiude come molte società italiane col bilancio in perdita, ma abbiamo sempre coperto con aumenti di capitale sottoscritti dalla proprietà. Platini farebbe bene a studiare i nostri bilanci e a confrontarli con quelli di altre squadre. Siamo favorevoli al fair play finanziario, ma se Platini vuole parlare di autosufficienza che parli di autosufficienza, ma ha parlato di debiti e questo non va bene ed è a questo che abbiamo risposto”