Juve, Chiellini e Cannavaro ottimisti ma i numeri parlano chiaro: bianconeri come quando li allenava Ranieri

Sei – tre – due: non è l’ennesima pazzia da alchimista tattico di Ciro Ferrara, è il ruolino di marcia della Juve in questo avvio di campionato. Sei vittorie, tre pareggi, due sconfitte. Come l’anno scorso, come due anni fa, come la Juve di Ranieri insomma, esattamente come lei; e come dodici mesi orsono le


Sei – tre – due: non è l’ennesima pazzia da alchimista tattico di Ciro Ferrara, è il ruolino di marcia della Juve in questo avvio di campionato. Sei vittorie, tre pareggi, due sconfitte. Come l’anno scorso, come due anni fa, come la Juve di Ranieri insomma, esattamente come lei; e come dodici mesi orsono le due sconfitte, una casalinga una in trasferta, sono arrivate contro Napoli e Palermo. Per dire, campagna acquisti abbastanza importante, cambio di allenatore (e di presidente) e proclami vari, cambiando gli ordini degli addendi però il risultato non cambia. Anche Ranieri aveva un piede e mezzo negli ottavi di Champions dopo 4 turni (ma dopo due esaltanti vittorie contro il Real, non contro il Maccabi) e l’anno scorso la tanto vituperata difesa altissima aveva subito 7 gol, non 11 (numero di reti incassate sia quest’anno che due anni fa dopo 11 turni). E anche quest’anno, con Legrottaglie la Vecchia Signora subisce meno (!).

C’è di che essere ottimisti o sembra l’incipit di un film già visto? CannavaroChiellini, la difesa della Nazionale e della Juve, sembrano sereni e carichi, almeno a sentire le loro parole. “Contro il Maccabi abbiamo conquistato tre punti fondamentali, ma a Bergamo con l’Atalanta sarà ancora più difficile. Abbiamo attraversato un periodo così così: bene contro la Samp, bene nel primo tempo contro il Napoli. Nel secondo tempo invece non abbiamo giocato, per puntare al massimo dobbiamo avere più continuità. L’Inter? Sette punti sono tanti, lo sappiamo. Ma io sono fiducioso, manca ancora tanto alla fine del campionato e abbiamo l’obbligo di continuare a puntare al primo posto. Meglio in Champions che in campionato? Puntiamo a entrambi i traguardi, non vogliamo mollare niente” parole di Cannavaro.

Contro l’Atalanta sarà una partita fondamentale, dobbiamo fare attenzione perché non sarà affatto facile. Ho conosciuto Antonio Conte, so che ci tiene tanto e poi la squadra sarà motivata anche dal fatto che viene da due sconfitte consecutive. Non siamo ancora al massimo, è normale quando si cambia assetto. Dopo un inizio spumeggiante, abbiamo pagato anche le assenze pesanti, da Del Piero a Iaquinta, da Sissoko a Marchisio e Cannavaro. Quando non hai tre partite in una settimana lo senti meno, ma se ci sono campionato e coppa avere ricambi è fondamentale. La sconfitta col Napoli? Abbiamo pagato una mezzora di follia. Se quella partita fosse finita 2-0 ora saremmo a parlare di una striscia positiva. La classifica per ora non la guardiamo, almeno fino al 5 dicembre (giorno di Juventus-Inter ndr). La Champions? Andiamo a Bordeaux per vincere, anche perché quest’anno le seconde sono più deboli dell’anno scorso e arrivare primi nel girone conta molto” parole di Chiellini.

Ma sabato sera a Bergamo la Juve avrà una difficoltà in più: sulla panchina degli orobici siede Antonio Conte, capitano e anima bianconera fino a che non è diventato allenatore. E retrocesse in C con l’Arezzo dopo che la Juve aveva battuto i toscani alla terz’ultima giornata, salvo poi perdere in casa contro lo Spezia nell’atto finale. Una cosa che Conte si è legato al dito. E poi la solita, annosa, quasi ormai beffarda situazione riguardante squalificati e infortunati: in attacco c’è solo Trezeguet, se il francese sarà stanco nel corso della partita Ferrara dovrà arruolare Immobile. E senza Del Piero, Iaquinta, Marchisio, Sissoko, Giovinco, Zebina, Salihamidizic e lo squalificato Amauri, strappare i tre punti a Bergamo sarà ancora più difficile. Buffon scalda già i guanti, Trezeguet asciuga le polveri.