Novità da Calciopoli: i sorteggi arbitrali erano truccati, Bergamo nega con decisione

Da Napoli arrivano oggi nuove rivelazioni in merito alla vicenda Calciopoli, a renderle è stato Manfredi Martino che all’epoca ricopriva la carica di segretario del Can, la commissione arbitri nazionale. Di fronte ai giudici napoletani l’uomo ha dichiarato che i sorteggi con cui venivano assegnati gli arbitri ai singoli incontri di campionato potevano benissimo essere


Da Napoli arrivano oggi nuove rivelazioni in merito alla vicenda Calciopoli, a renderle è stato Manfredi Martino che all’epoca ricopriva la carica di segretario del Can, la commissione arbitri nazionale. Di fronte ai giudici napoletani l’uomo ha dichiarato che i sorteggi con cui venivano assegnati gli arbitri ai singoli incontri di campionato potevano benissimo essere truccati e spesso lo sono stati. Le palline con le quali il sorteggio veniva effettuato erano vecchie e usurate per cui facilmente riconoscibili, il tutto sarebbe stato messo in atto, secondo gli inquirenti, per favorire determinate squadre, su tutte prevedibilmente la Juventus.

Martino ha poi fatto riferimento ad una partita in particolare, Milan – Juve dell’8 maggio 2005, i bianconeri vinsero con gol di Trezeguet su assist in rovesciata di Del Piero e in pratica si aggiudicarono lo scudetto. Il testimone ricorda che in quell’occasione ci fu un particolare episodio che gli fece pensare che stesse accadendo qualcosa di strano e lo ha raccontato ai giudici:

“A mia sensazione durante il sorteggio per la scelta dell’arbitro di quella partita qualcosa non andò secondo il verso giusto perché ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri.”


Per la cronaca fu designato Pierluigi Collina, a voler essere maliziosi ci potrebbero essere state delle pressioni affinché un match così importante fosse diretto dal miglior fischietto. Tra i presenti all’udienza di oggi c’era un impassibile Luciano Moggi, lo stesso non si può dire invece di Paolo Bergamo che, in seguito alla testimonianza di Martino, ha rilasciato una deposizione spontanea in aula per invalidare quanto dichiarato in precedenza:

“Mi preme chiarire con precisione come avveniva il sorteggio. In un’aula aperta al pubblico e davanti alle telecamere della tv ci sistemavamo a un tavolo lungo quattro o cinque metri. A un’estremità c’era Pairetto e davanti a sé aveva un’urna di vetro dove venivano poste le palline con all’interno i nomi degli arbitri. Al centro del tavolo sedeva un notaio incaricato dalla Figc, e c’ero io. All’altra estremità del tavolo c’era l’altra urna con all’interno le sfere relative alle partite da abbinare. Dalla sua posizione Pairetto non poteva vedere cosa ci fosse nell’altra urna. Inoltre noi non conoscevamo il nome del giornalista che sarebbe stato designato dall’Ussi se non pochi attimi prima del sorteggio.”

Elementi queste che se fossero confermati renderebbero effettivamente difficile credere che i sorteggi potessero essere pilotati con tanta disinvoltura. Il processo di Napoli sta entrando nel pieno, fino alla fine dell’anno saranno ancora di scena i testimoni chiamati dall’accusa, a gennaio entreranno in causa quelli della difesa. La strada verso la sentenza è ancora lunga e non sono esclusi nuovi e continui colpi di scena. Nel frattempo c’è la cronaca della giornata di oggi, le dichiarazioni di Martino e la smentita di Bergamo, argomenti che certamente non mancheranno di suscitare nuove polemiche.