Mario Beretta vicino al suo terzo mandato a Siena

L’avventura di Marco Baroni sulla panchina del Siena, dopo sole due giornate, potrebbe essere già giunta al capolinea. L’allenatore proveniente dalla primavera bianconera aveva preso il posto di Marco Giampaolo in seguito alla sconfitta di Bologna. La sua gestione non sembra però aver scosso più di tanto la squadra senese dal momento di crisi in


L’avventura di Marco Baroni sulla panchina del Siena, dopo sole due giornate, potrebbe essere già giunta al capolinea. L’allenatore proveniente dalla primavera bianconera aveva preso il posto di Marco Giampaolo in seguito alla sconfitta di Bologna. La sua gestione non sembra però aver scosso più di tanto la squadra senese dal momento di crisi in cui versa e nelle due partite in cui ha seduto in panchina è arrivato soltanto il punto casalingo con la Lazio seguito dalla sconfitta di Marassi con il Genoa. I bianconeri sono sempre ultimi in classifica con la miseria di sei punti.

Il direttore sportivo Manuel Gerolin quando è stato esonerato Giampaolo aveva parlato di Baroni come una soluzione definitiva e non soltanto come di un traghettatore per poche partite, evidentemente la dirigenza della Robur in questi ultimi giorni ha cambiato idea. Il presidente Giovanni Lombardi Stronati, da tempo nel mirino della contestazione dei tifosi, non è soddisfatto e sembra seriamente intenzionato a ricontattare Mario Beretta, già protagonista in Toscana di due salvezze.

In serata dovrebbe esserci l’incontro tra la società e il tecnico e, se l’accordo sarà trovato, l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare a brevissimo anche se per l’impegno di Coppa Italia contro il Grosseto in programma domani dovrebbe sedersi in panchina ancora Baroni. La società bianconera sembra in effetti brancolare un po’ nel buio, la scelta di Beretta appare come un gesto disperato frutto della scaramanzia e della dura contestazione in atto. Qualche settimana fa i tifosi avevano espresso il loro pensiero con una scritta davanti alla sede della società in Via Montanini, si invocava l’esonero di Giampaolo e il ritorno di Beretta, il vecchio allenatore garantirebbe probabilmente una, seppur momentanea, tregua tra la piazza e il presidente.