Palermo, Zamparini vuole di più: Zenga a rischio?

Zenga, allenatore del Palermo

"E' stata una partita pessima, ho visto una squadra senza mordente e messa male in campo. Sono molto preoccupato. Sto analizzando tutta la situazione per vedere se riusciamo ad individuare quello che non va, se la squadra o il 'manico'" disamina dura quella di Maurizio Zamparini, parole pronunciate come di consueto dopo una sconfitta del suo Palermo. Al patron rosanero non è piaciuto per niente l'atteggiamento dei suoi contro il Bologna domenica scorsa, un'evenienza che comunque accompagna il Palermo da un paio di stagioni, una serie di alti e bassi che evidentemente cruccia e non poco il presidente. Quale il problema? Zamparini si innamora e si disamora dei suoi allenatori in batter di ciglia (e dopo una sconfitta di troppo), non è da escludere che il sassolino nella scarpa si chiami proprio Walter Zenga.

Fra dieci giorni chi non si gusterà la partitissima del Barbera tra padroni di casa e Catania? Sarà un derby dai mille spunti di riflessione, con l'ex Uomo Ragno che in un sol botto affronta il proprio passato e schiarisce un po' la sua situazione presente. Si vocifera infatti che la partita contro gli etnei farà capire se il matrimonio Z-Z potrà continuare o meno; certo, queste sono voci, poi arrivano le smentite ufficiali: Sabatini, ds palermitano, smentisce categoricamente uno Zenga sulla graticola, Zamparini idem e nega contatti con Delio Rossi. Men che meno con Zdenek Zeman, suo pallino di vecchia data. Ma la filosofia dell'ex numero uno del Venezia è sostanzialmente questa: i giocatori prima di tutto, se non vanno il problema è dell'allenatore.

Tanti i nodi da sciogliere. Per esempio i due argentini arrivati quest'estate: Zamparini aveva detto, a tempo debito, che il vero fenomeno del suo calciomercato si chiamava Nicolas Bertolo. Lo aveva visto in una partita del Banfield e ne era rimasto estasiato; il trainer del Palermo però gli ha fatto assaggiare solo tanta panchina, probabilmente perché il ragazzo si è ambientato poco a livello tattico (in Italia per i centrocampisti ci sono molti più vincoli rispetto in Argentina). Ma c'è scontentezza anche per il trattamento riservato a Pastore, non titolare inamovibile. Da quando manca Balzaretti un punto in tre partite, i rinforzi rumeni voluti da Zenga lo stesso Zamparini li ha bocciati dopo le 5 sberle dell'Inter (al secolo Melinte e Goian) e anche Rubinho ha deluso.

Insomma, divergenze. Roba non da poco. Sentite come se la gongola Pietro Lo Monaco, ds del Catania, riguardo al suo ex allenatore Zenga e alla prossima sfida di campionato proprio contro di lui: "Per 90 minuti sarà il mio nemico, poi ritornerò a parlare di lui con piacere. Una cosa devo dirla: non ho visto di buon grado, nel giorno della sua presentazione, che abbia assecondato le richieste dei tifosi palermitani che gridavano chi non salta è catanese. Lui è un allenatore, non un giocatore, e se n'era appena andato da qui. Ma so che in fondo è un buono. Le crepe nel rapporto con Zamparini? Andando a Palermo bisogna sempre metterlo in conto". Dopo la sosta il quadro sarà più limpido: chi via tra Zenga e Atzori?

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