Worgu, attaccante nigeriano, sorpreso a bere: in Sudan non si può, 40 frustate

Dura la vita per l’ultimo capocannoniere della Champions League africana: il giovane e promettente attaccante nigeriano Stephen Worgu si è forse già pentito di aver cambiato squadra. L’anno scorso il 20enne giocatore era la star del club di punta nigeriano Enymba, gol e buone giocate, tanto da far decidere ai dirigenti del Al-Merreikh di mettere


Dura la vita per l’ultimo capocannoniere della Champions League africana: il giovane e promettente attaccante nigeriano Stephen Worgu si è forse già pentito di aver cambiato squadra. L’anno scorso il 20enne giocatore era la star del club di punta nigeriano Enymba, gol e buone giocate, tanto da far decidere ai dirigenti del Al-Merreikh di mettere mani al portafogli per assicurarselo: la sua nuova squadra, di stanza in Sudan, ha operato una delle transazioni più care del calcio africano, ben 2,6 milioni di dollari per il suo cartellino, anche se fino ad ora non è stata ripagata dalle prestazioni del ragazzo.

Spesso fuori forma, Worgu passa più tempo in panchina che sul rettangolo verde. E come se non bastasse tre mesi fa è stato sorpreso nella capitale sudanese, Khartoum, un po’ più che alticcio. Nel paese vige la Shari’a, la legge islamica, e la cosa ovviamente è andata a finire in tribunale; multa di cento dollari per guida in stato di ebbrezza ma anche condanna a 40 frustate. D’altra parte l’articolo 152 del codice penale parla chiaro: “…un massimo di 40 frustate per chiunque sia trovato a commettere atti indecenti, compia azioni che violano la morale pubblica o vada in giro vestito in maniera inappropriata“.

Worgu è critico nei confronti della sua nuova esperienza: “È difficile adattarsi alla vita in Sudan. La cultura, la religione, la lingua, è tutto diverso. Qui vige la legge islamica e questo mi disturba perché non mi sento libero di fare quello che voglio” ha commentato sconsolato il giovane calciatore. Che ora dovrebbe ricevere queste 40 frustate. Immaginate i lividi di Adriano e Ronaldinho se questa cosa fosse attuata anche in Italia? In ogni modo il ventenne nigeriano, appresa la sentenza, ha deciso di fare ricorso: “Non ho commesso alcun crimine, non riesco proprio ad immaginarmi vittima di frustate“.

La polizia mi ha intimato di rallentare, io pensavo che la mia auto avesse un problema. Mi hanno detto di seguirli alla stazione di polizia, che io ho raggiunto con la mia auto. Se fossi stato ubriaco, mi avrebbero dovuto impedire di guidare” ha commentato Wargu di fronte a un nugolo di giornalisti. Ma cosa avrebbe bevuto? L’araki, una bevanda a base di datteri, lievito e acqua che costa pochissimo e che, sebbene è in vendita, risulta illegale nel paese: “Mi hanno accusato di avere bevuto questo araki, ho chiesto al mio avvocato cosa fosse. Anche lui si è chiesto come mai uno come me, che guadagna bene, acquisterebbe una bibita così scadente“. Dura la vita in Sudan…