Cudicini nei guai: "Non doveva andare in moto" e Buffon conferma: "A qualcosa bisogna rinunciare"


L'incidente in moto di ieri subito da Carlo Cudicini, fortunatamente privo di conseguenze davvero gravi per la sua salute, mette nei guai il portiere italiano del Tottenham. Il figlio del mitico "Ragno Nero", infatti, sarebbe stato obbligato contrattualmente (come tutti i giocatori della Premier League) a non andare in motocicletta o praticare lo sci: due attività pericolose che rappresentano un rischio eccessivo per un calciatore professionista.

Cudicini, che guadagna 56 mila euro a settimana ed ha il contratto in scadenza a giugno, rischia ora il licenziamento a prescindere dalla valutazione clinica che deve ancora essere effettuata e che dirà se potrà mai tornare regolarmente a giocare a calcio dopo la frattura del polso e la lussazione dell'anca. Il portiere è ricoverato in una clinica privata di Londra e per il momento il Tottenham non ha voluto commentare circa le circostanze dell'incidente, ma sorprende la dichiarazione di Harry Redknapp, l'allenatore degli spurs che ha detto di "non sapere che Carlo avesse una moto". In realtà, secondo i tabloid, al Tottenham avrebbero dovuto saperlo bene visto che il calciatore andava anche agli allenamenti in sella al suo bolide BMW.

Questo potrebbe far pensare che fra qualche settimana la società potrebbe rivalersi per il comportamento di Cudicini. L'abitudine di andare in motocicletta è stata stigmatizzata fra le righe, pur mentre esprimeva la sua solidarietà e vicinanza, anche da Gianluigi Buffon che ha così commentato:


Mi ha colpito l'episodio, mi dispiace per lui, ma è un incidente che può capitare anche andando in bicicletta. È stato un caso fortuito, è andata bene, noi giocatori però a qualcosa dobbiamo rinunciare.

Le foto dell'incidente di Cudicini







Le foto dell'incidente di Cudicini





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