Dunga scatenato attacca sul Caso Juan: “La Fifa punisca la Roma”

Carlos Dunga perde la pazienza. Ce l’ha con la Roma e attacca la società giallorossa invocando l’intervento della Fifa. Motivo del contendere il difensore brasiliano Juan: il c.t. della nazionale verdeoro ha convocato il calciatore nonostante l’infortunio (praticamente senza soluzione di continuità, bisogna dirlo) e la società di Rosella Sensi non gli ha permesso di

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Carlos Dunga perde la pazienza. Ce l’ha con la Roma e attacca la società giallorossa invocando l’intervento della Fifa. Motivo del contendere il difensore brasiliano Juan: il c.t. della nazionale verdeoro ha convocato il calciatore nonostante l’infortunio (praticamente senza soluzione di continuità, bisogna dirlo) e la società di Rosella Sensi non gli ha permesso di partire per il ritiro in Qatar. I brasiliani si stanno allenando in attesa dell’amichevole contro l’Inghilterra di Fabio Capello. Fra l’altro proprio al centro di quel viaggio verso il medio oriente e del conseguente infortunio di Frank Lampard si è aperto un contenzioso con il Chelsea.

Insomma, questa partita non è certamente destinata a distendere i rapporti fra nazionali e squadre di club. Dunga avrebbe preteso che la Roma lasciasse partire ugualmente Juan perché fosse lo staff medico brasiliano a valutare le condizioni del difensore, di fronte al diniego chiede l’intervento della Fifa:

Il caso di Juan verrà sottoposto all’attenzione della Fifa, perché la Roma non ce lo ha messo a disposizione. C’è scritto nello statuto della federazione internazionale che in casi del genere un giocatore deve venire, ma la Roma ce lo ha negato. Ora chiediamo che vengano presi i provvedimenti del caso.


Il selezionatore brasiliano è evidentemente colto da una sorta di delirio di onnipotenza, tant’è che nel proseguire la sua requisitoria attribuisce alla sua nazionale la vittoria di un titolo mondiale “in più”, i cinque effettivamente conquistati nelle sue dichiarazioni divengono sei:

La nazionale brasiliana è sei volte campione del mondo e quindi deve essere rispettata ovunque. Non va bene che qualcuno venga qui e ci porti via un giocatore, o che impedisca loro di partire. Ci sono delle gerarchie che vanno rispettate: noi rispettiamo tutti i club, e loro devono fare altrettanto con noi.

La Roma non è comunque il solo obiettivo di Dunga: a finire nel suo mirino è anche Mark Hughes, allenatore del Manchester City che ha ugualmente inviato il suo calciatore Robinho nonostante stia ancora recuperando dall’infortunio (arrivato proprio in un impegno con la nazionale) che lo tiene lontano dai campi dall’inizio di settembre scorso. Hughes è colpevole di aver dichiarato che Robinho “non è ancora in grado di giocare, lo abbiamo mandato, visto che ha svolto un solo vero allenamento nelle ultime otto settimane, ma abbiamo ugualmente voluto fargli vivere l’atmosfera della sua nazionale. Però ci hanno assicurato che non lo avrebbero fatto giocare, e così dovrà essere“.

Tanto basta per scatenare la piccata reazione dell’ex centrocampista della Fiorentina, ora coach del Brasile:

Robinho è fuori dal match contro l’Inghilterra, ma siamo noi, e non certo il City, ad averlo deciso. Stare qui gli ha fatto comunque bene, per curarsi, così restituiremo al club un calciatore in condizioni di giocare.

Avanti il prossimo.