Lippi se ne va da vincente

All’inizio c’è chi chiedeva la sua testa, metaforicamente parlando, e chi semplicemente non lo voleva sulla panchina della nazionale durante i campionati del mondo. Poi lo hanno criticato per la sua abitudine di non svelare la formazione, c’è chi ha storto il naso dopo l’1-1 contro l’USA e chi ancora metteva il becco sulla sua

All’inizio c’è chi chiedeva la sua testa, metaforicamente parlando, e chi semplicemente non lo voleva sulla panchina della nazionale durante i campionati del mondo. Poi lo hanno criticato per la sua abitudine di non svelare la formazione, c’è chi ha storto il naso dopo l’1-1 contro l’USA e chi ancora metteva il becco sulla sua fiducia incodizionata a gente come Grosso o Totti. Alla fine l’ha spuntata lui, Marcello Lippi da Viareggio, e oggi ha detto addio agli Azzurri. Si conclude dunque dopo soli 2 anni e una Coppa del Mondo vinta l’avventura del tecnico ex Juve e Inter, un iter che a posteriori è parso spaventosamente trionfale vista anche la striscia di partite utili consecutive.

All’uscita dell’ospedale Le Molinette dove ha fatto visita a Pessotto (il quale a detta di Lippi starebbe abbastanza bene) l’ormai ex ct ha ribadito che le sue dimissioni sono irrevocabili e a chi gli ha chiesto se avrà qualche ruolo nella nuova Juve ha soprasseduto (“Sono cose che in questo momento non c’entrano nulla”). Fatto sta che pare abbia ancora intenzione di allenare ma se l’Inghilterra che lo corteggia non è per lui meta ambita (perché la lingua inglese sarebbe un ostacolo) allora ogni pronostico circa la panchina sulla quale siederà Lippi nel prossimo futuro appare quantomeno difficile. Spagna? Italia, magari in una provinciale? Chissà.

Petrucci, Rossi e fin’anche Bearzot hanno cercato di trattenerlo: invano. Come inutili sono state le suppliche del fantastico gruppo che è riuscito a plasmare. Marcello Lippi ha deciso: non più ct.

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