Rooney ha paura di Capello: “Non riesco neanche a guardarlo negli occhi”

“It’s business, not pleasure” scrive Neil Custis sulle pagine del The Sun. L’articolo da lui firmato sul tabloid inglese parla di una intervista rilasciata da Wayne Rooney circa il suo rapporto con Fabio Capello, dichiarazioni che lasciano trasparire un profondo rispetto dell’attaccante del Manchester United nei confronti del suo ct. Anzi, quasi paura; perché il


It’s business, not pleasure” scrive Neil Custis sulle pagine del The Sun. L’articolo da lui firmato sul tabloid inglese parla di una intervista rilasciata da Wayne Rooney circa il suo rapporto con Fabio Capello, dichiarazioni che lasciano trasparire un profondo rispetto dell’attaccante del Manchester United nei confronti del suo ct. Anzi, quasi paura; perché il “sergente di Pieris” è tipo senza fronzoli, ben più duro e poco malleabile di Sir Alex Ferguson, allenatore del numero 10 coi Red Devils che pure non ha la fama di intrattenitore di inarrivabile simpatia. Nessun divertimento, si lavora e basta.

Quando ci ritroviamo per allenarci con la Nazionale, noi siamo lì per lavorare e basta, non per parlare di arte o delle nostre vite private. Noi non chiediamo niente a lui e il tecnico non chiede niente a noi. E alla fine dell’allenamento, ognuno va a casa propria” ha dichiarato Rooney, sabato scorso promosso capitano dall’italiano nell’amichevole a Doha contro il Brasile. La soggezione nei confronti di Capello è così spiegata: “Si tratta di piccole cose, come quando ti cammina accanto nel corridoio e sembra che nemmeno ti veda o il modo in cui si muove o come ti guarda. Tu sai che è un uomo duro, ma ha anche quell’aura che lo accompagna e che ti intimidisce tantissimo“.

C’era da aspettarselo, d’altra parte la Nazionale inglese negli anni passati da Eriksson a Mclaren ha forse goduto di troppe libertà per poter cavare qualcosa di buono. E’ arrivato il mascellone e ha messo tutti in riga, forse troppo se è vero che un mese fa durante un ritiro dell’Inghilterra sorprese un giocatore, durante la cena, a mandare sms e gli scagliò un vassoio contro. Non guarda in faccia a nessuo Capello: “Tutti noi sappiamo che se non giochiamo bene, stiamo fuori. E’ una cosa semplice, ma che funziona. Quanto a me, so bene che devo ancora imparare tanto e migliorare“. Tutti sulle spine, tensione sempre alta, calcio e solo calcio. Funzionerà per riportare la Coppa del Mondo sotto gli occhi di Sua Maestà 44 anni dopo?