La verità di Zidane

Zidane ha parlato, mai parole erano state più attese, manco si trattasse della fumata bianca al Vaticano. Nella lunga intervista concessa a Canal + ha di fatto confermato la sua battutina sulla maglia da donare all’azzurro a fine partita. Proprio quella frase avrebbe dato il via agli insulti di Materazzi che a detta del francese

Zidane ha parlato, mai parole erano state più attese, manco si trattasse della fumata bianca al Vaticano. Nella lunga intervista concessa a Canal + ha di fatto confermato la sua battutina sulla maglia da donare all’azzurro a fine partita. Proprio quella frase avrebbe dato il via agli insulti di Materazzi che a detta del francese ha offeso le sue donne. Chi avrà tirato in ballo l’interista? C’è chi dice la madre e la sorella, ma non l’ha certo rivelato esplicitamente. In ogni caso secondo Zidane, che ha definito l’insulto molto più pesante della testata, non è questo un dettaglio importante. Ha infatti detto che per una reazione ci deve essere una provocazione, subita in quel caso più volte, ed è proprio chi provoca a dover essere punito. Si è scusato poi con il pubblico e con i bambini, sottolineando che anche lui ha figli, ma non si pente di ciò che ha fatto.

Nell’intervista ha poi fatto riferimento al suo rapporto con Domenech, smentendo le voci che volevano tra i due un cattivo rapporto. Ha parlato del mondiale, indicando la partita contro il Togo come la svolta per la Francia. Ha svelato che contro la Spagna indossava una maglia celebrativa per il suo addio al calcio da mostrare in caso di eliminazione. Ha ricordato anche la partita con il Brasile sminuendo di fatto la sua prestazione, ha affermato infatti che nella sua carriera ha giocato partite migliori. Infine ha raccontato i suoi rigori, dal classico tiro a destra potente contro il Portogallo, il suo preferito, fino al cucchiaio a Buffon. La scelta dell’esecuzione del suo ultimo gol in carriera l’ha maturata durante la rincorsa, sentendo l’esigenza di sorprendere il portierone azzurro che lo conosceva molto bene.

Così Zidane ci lascia confermando, con il suo addio, che non ci saranno quindi ripensamenti. Che peccato.

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