Milan, Gattuso vuole giocare: ma c’è ancora spazio per lui?

E’ finita l’avventura di Gennaro Gattuso al Milan? E’ una domanda forse prematura, anche un po’ antipatica, sicuramente non proprio fuori luogo. La situazione appare chiara, il Campione del Mondo sta scaldando la panchina, il futuro negli schemi rossoneri non è dei più rosei e l’età, fattore da non sottovalutare, gli consente ancora di affrontare


E’ finita l’avventura di Gennaro Gattuso al Milan? E’ una domanda forse prematura, anche un po’ antipatica, sicuramente non proprio fuori luogo. La situazione appare chiara, il Campione del Mondo sta scaldando la panchina, il futuro negli schemi rossoneri non è dei più rosei e l’età, fattore da non sottovalutare, gli consente ancora di affrontare nuove sfide e abbracciare rinnovati stimoli. A 32 anni c’è ancora tempo e modo per togliersi egregie soddisfazioni. Ma come si è arrivati a questo clima quanto meno incerto tra il Ringhio nazionale e la gloriosa società di Via Turati, Milano? Si dice che tre indizi spesso fanno una prova, infatti diversi episodi hanno incrinato un rapporto che solo qualche stagione fa lasciava pensare che il calabrese avesse chiuso la carriera in rossonero.

Primo indizio: la delusione di Istanbul. Quella finale incredibile di Champions persa contro il Liverpool, una ferita che pareva non riuscisse a rimarginarsi, dopo più di un lustro di vittorie e soddisfazioni con la maglia del Diavolo il primo vero ostacolo che lo lasciò pensare a nuovi orizzonti professionali. Ma durò poco: un Mondiale vinto, la rivincita di Atene, il Milan sul tetto del Mondo sei mesi dopo, insomma la scelta di rimanere in Lombardia fu azzeccata. Secondo indizio: la voglia di rimettersi alla prova. Consumate le rivincite contro Liverpool e Coppa del Mondo per Club, trovare la forza per combattere e sudare ancora per quella maglia sembrava molto difficile. Stimoli nuovi, ecco cosa voleva Gattuso, Toni chiamava da Monaco di Baviera, lui pareva davvero in procinto di andare, un anno e mezzo fa.


Le foto di Gennaro Gattuso





Ma Galliani lo convinse a rimanere. Il solito Ringhio da Corigliano in quel di San Siro, poi l’anno scorso un paio di infortuni e il ritorno in tempo per la Confederations Cup: terzo indizio. Contro la volontà della società Milan, Gattuso vola in Sudafrica, non rispetta le tabelle di marcia dettate dallo staff medico di Milanello e, insomma, fa storcere il naso alla dirigenza rossonera. Nuovo anno, nuovo allenatore, se ne va Ancelotti (quarto indizio?), arriva Leonardo. All’inizio lui c’è, nel derby però (e siamo alla seconda giornata) si fa espellere (ma s’era fatto male e sarebbe dovuto entrare Seedorf molto tempo prima). L’ultima apparizione con la maglia a strisce rosso e nere risale alla vittoria casalinga sul Parma: esclusione col Real il 3 novembre, poi ancora un acciacco muscolare con forfait relativi alle partite contro Lazio e Cagliari.

E allora? C’è un quinto indizio: è lo schema rossonero, lo sbandierato 4-2-fantasia. E’ assodato, se Gattuso vuole giocare deve ritagliarsi uno spazio tra quei due; tuttavia uno dei due posti è assegnato per forza a una “mente” che risponde al nome di Andrea Pirlo, per il ruolo di “braccio” Ringhio deve vedersela con Ambrosini e Flamini. E il primo, più che il secondo, sembra avere più fiducia e garanzie da Leonardo. I Mondiali del 2010 non paiono a rischio, Lippi non si priverà del suo scudiero-uomo-spogliatoio, ma la voglia di cambiare casacca che due volte aveva solleticato le idee del mediano calabrese, potrebbe questa volta risultare decisiva a causa dello scarso minutaggio che gli si riserverà. Ancelotti non lo disdegnerebbe al Chelsea, c’è pure il City di Mark Hughes, a Dubai lo ricoprirebbero d’oro.




Le foto di Gennaro Gattuso