Buuu razzisti per Sissoko a Cagliari: che si fa?

L’argomento cori razzisti è di grandissima attualità. O meglio, è diventato di grandissima attualità da quando il bersaglio è tornato ad essere Mario Balotelli e gli autori della nefandezza i tifosi della Juventus. Guarda caso, viene da dire, fra l’ultimo derby d’Italia della scorsa stagione e la vigilia di quello che si giocherà sabato prossimo

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L’argomento cori razzisti è di grandissima attualità. O meglio, è diventato di grandissima attualità da quando il bersaglio è tornato ad essere Mario Balotelli e gli autori della nefandezza i tifosi della Juventus. Guarda caso, viene da dire, fra l’ultimo derby d’Italia della scorsa stagione e la vigilia di quello che si giocherà sabato prossimo il problema sembrava non esistere. I “tifosi“, o meglio gli incivili che popolano le curve italiane, si erano astenuti da insulti, buu razzisti ai giocatori di colore ed ogni altro genere di porcheria.

In realtà, e basta dare una rapida occhiata ai referti del giudice sportivo di questa stagione per capirlo, gli ultras di parecchie squadre non hanno mai smesso di rendersi protagonisti di questo genere di episodi. L’ultimo, in ordine tempo, ha come protagonista la curva nord dello Stadio Sant’Elia di Cagliari. L’obiettivo? Il maliano della Juventus Momo Sissoko, bersagliato da “buu” e fischi ogni qual volta entrava in possesso della palla.

Gli ultras cagliaritani, a ben vedere, sono recidivi. L’episodio risale alla settima giornata, Cagliari – Chievo. Stando al referto del giudice sportivo un giocatore di colore della squadra avversaria, si trattava di Luciano, era stato fatto oggetto degli stessi “buu” che oggi erano tutti per Sissoko. In quel caso, e la mancanza totale di pubblicità sui media aveva contribuito ad evitare che si alzasse un polverone, si decise di “perdonare” il Cagliari perché il resto del pubblico avrebbe “difeso” Luciano dissociandosi dal comportamento della Nord.

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Sorge ora un problema di coerenza, il caso di Sissoko è già il secondo, una reazione da parte della giustizia sportiva sarebbe doverosa soprattutto visto che su Juve – Inter si fa un gran parlare di squalifiche del campo (questo già da quando i cori erano censurabili, ma senza connotazione razzista) e di partita da sospendere.

L’operazione “cori puliti” ha senso, ma solo se condotta con lo stesso metro per tutte le società e tutte le curve d’Italia. Non basta mettere sotto la lente d’ingrandimento il caso della Juventus (e solo quando arriva la partita contro l’Inter) mentre per tutto il resto dell’anno e un po’ in tutti gli stadi questi episodi si susseguono indisturbati.




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