Moggi aveva preso Steven Gerrard e Cristiano Ronaldo: dichiarazione bomba di Gigi Maifredi

luigi maifredi, gigi maifredi

Gigi Maifredi approdò a Torino nell'estate del 1990, da lui la dirigenza si aspettava un traghettatore capace di guidare la Juve verso il futuro, la sua esperienza però si dimostrò poco felice. Iniziata malissimo, Supercoppa Italia persa a Napoli con un secco 5-1, conclusasi peggio, settimo posto in classifica e niente coppe per la stagione successiva. Nonostante ciò la fede bianconera del tecnico di Lograto non è stata scalfita, segue ancora le vicende bianconere ed è un appassionato sostenitore. Oggi è intervenuto alla trasmissione "Tutti pazzi per la Juve" dell'emittente RadioErre2, le sue parole sono tutto fuorché scontate. Maifredi racconta retroscena a proposito di Calciopoli, spiega il suo fallimento, infine analizza la stagione in corso.

Sicuramente è quando parla di Luciano Moggi e dello scandalo che ha coinvolto la società bianconera che suscita più clamore, partendo dalla bomba di mercato secondo la quale erano già stati acquistati Steven Gerrard e Cristiano Ronaldo, poi però la retrocessione e l'allontanamento del direttore generale fecero evidentemente sfumare tutto. Ma Maifredi ha una sua idea ben precisa anche riguardo a tutta la storia che ha sconvolto il mondo del calcio nell'estate del 2006:

"Calciopoli? Meglio stendere un velo pietoso su questa vicenda. Si erano gettate le basi per un dominio bianconero che sarebbe durato almeno 20 anni ed allora hanno dovuto per forza inventarsi uno scandalo che uccidesse una squadra del genere. E la nuova proprietà Juve ne è stata complice. Ma dove si è visto mai un avvocato difensore che ancora prima di esser giudicato va davanti alla giuria e patteggia una pena congrua?"

Il suo pensiero va anche al suo anno a Torino, sicuramente non esaltante, probabilmente l'inizio della fine della sua carriera da allenatore. Maifredi è ancora convinto che all'epoca era l'uomo giusto nel posto giusto, riconosce i suoi errori ma punta anche l'indice contro la società o meglio contro la sua assenza, la vera colpevole del fallimento del progetto. Poi svela alcuni retroscena raccontando di un litigio che ha poi portato al suo licenziamento:

"È anche vero che sono stato un asino a non accettare il triennale che mi era stato proposto ad inizio stagione, ma alla base del mio licenziamento c’è stato soprattutto il litigio pre-natalizio avuto con la dirigenza. Ero ancora furioso per aver gettato al vento il primo posto per colpa di un pareggio casalingo contro il Cagliari, e mi stavo mangiando la squadra quando scoprii che la società invece di sostenermi stava pensando ad organizzare la festa natalizia. Scrivetelo, è questa la vera causa del litigio, altro che tutte quelle menzogne lette in questi anni".

La poca presenza della società è da imputarsi all'allora presidente Montezemolo troppo preso dai suoi mille impegni, Maifredi lamenta quindi la mancanza di un uomo carismatico come Giampiero Boniperti che tornerà a essere presidente della Juve in seguito. Nelle sue parole c'è la certezza che comunque se gli fosse stata data la fiducia e il sostegno necessari la stagione successiva i bianconeri si sarebbero laureati campioni d'Italia.

Infine, mettendo da parte il passato, spende qualche parola sull'attuale gestione, sul lavoro di Ferrara e sulle prospettive future della squadra. Maifredi stima l'allenatore napoletano come persona, reputa la sua carriera da calciatore di primo livello, ma non lo ritiene certamente idoneo a guidare un gruppo forte e ambizioso come quello della Juventus e non approva neanche la scelta della società che ha motivato la sua assunzione come un'esigenza di guardare al futuro, la Vecchia Signora non può aspettare, da lei ci si attende che vinca sempre e subito. La sua opinione è che con quel gruppo lui saprebbe fare di meglio:

"Io al posto di Ferrara sarei già sopra l’Inter ed in testa alla classifica. Con una squadra con 4/5 di difesa della Nazionale, Sissoko, Camoranesi, Diego, Melo ed il parco attaccanti che la Juve si ritrova io mi metterei a fumare, mi siederei con calma in panchina ed a fine gara chiederei solo con quanti gol di distacco si è vinto. Il 4-2-3-1 provato in questa stagione è in assoluto il modulo peggiore per questa squadra. Questa Juve può giocare solo con il 4-3-1-2 o con il 4-4-2 magari mascherato da 4-3-3".

Sicuramente in Corso Galileo Ferraris non apprezzeranno le parole di questo tifoso speciale e c'è da scommetterci che il risentimento arriverà dalle parti di Vinovo. Però queste sono le opinioni di Gigi Maifredi e vanno rispettate anche se non necessariamente condivise.

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