Maxiprocesso: le reazioni al verdetto

Come c’era da aspettarsi, le 4 grandi coinvolte non accettano la sentenza e decidono di ricorrere in secondo grado con la speranza, perlomeno, di limitare i danni. Dopo le 21 nell’albergo Parco dei Principi è sceso il gielo. Le parole dell’avvocato della Lazio Gentile: “E’ una sentenza dura, troppo pesante da mandare giù. Ad ogni



Come c’era da aspettarsi, le 4 grandi coinvolte non accettano la sentenza e decidono di ricorrere in secondo grado con la speranza, perlomeno, di limitare i danni. Dopo le 21 nell’albergo Parco dei Principi è sceso il gielo. Le parole dell’avvocato della Lazio Gentile:

“E’ una sentenza dura, troppo pesante da mandare giù. Ad ogni modo ora abbiamo dai 3 ai 5 giorni per preparare l’appello e lo si deve fare, anche perché è l’unico modo per correggere gli errori dei giudici in primo grado e, secondo noi, almeno sentendo le sentenze, ce ne sono stati. Siamo fiduciosi e combatteremo per riportare la Lazio in serie A, ci dobbiamo riuscire”.


Il presidente bianconero Cobolli Gigli:
“Inconcepibile tutto ciò che sta succedendo. Comincio ad avere sensazioni negative, la sentenza doveva essere letta alle 19, poi è stata letta alle 21. Qualcuno è stato un indovino (le anticipazioni della Gazzetta dello Sport, puntualmente azzeccate, ndr). Non svenderemo i nostri calciatori, molti andranno via, ma lo faranno a prezzi equi. Capello che ci ha lasciato immediatamente prima di questa sentenza se vuole i nostri giocatori li deve pagare al giusto valore. Io non sono arrabbiato, il termine giusto da tifoso e da juventino è che sono incazzato. Cercheremo di far valere le nostre ragioni, andiamo in appello e cercheremo di fare tutto il possibile, però è una cosa inaudita. Il nostro avvocato dice che in tutte quelle centinaia di registrazioni non c’è nessuna prova”.

Sconvolto appare alla lettura del verdetto Diego Della Valle:
“Non voglio pensare che questa sentenza sia confermata. Nessuno ci ha mai fatto domande o ci ha chiesto riscontri su quanto accaduto. Non vogliamo più sostenere questo atteggiamento e questa gogna mediatica. Bisognava darsi altri tempi, prendere atto di una situazione molto complessa, il mondo del calcio ha bisogno veramente di essere cambiato. Noi non abbiamo commesso nulla, vogliamo rimetterci a una giustizia che ci dia la possibilità di confrontarci portando delle prove”.

Per il Milan niente interviste, solo un comunicato stampa:
“La decisione della Caf è affetta da straordinaria ingiustizia e merita senz’altro integrale riforma. Verrà proposto reclamo non appena disponibile il testo della decisione, nella certezza che il provvedimento verrà radicalmente modificato in sede d’appello, con il riconoscimento dell’assoluta correttezza dell’operato della società.”

Intanto tra Firenze, Roma e Torino i tifosi manifestano contro la sentenza: annunciata per venerdì una rappresentanza di ultrà biancocielesti al campidoglio, decisi a chiedere la testa del presidente Lotito.

via | dgmag.it

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