Il primo giorno di scuola di Deschamps

Didier Deschamps inizia la sua avventura come tecnico della Juventus con la giusta carica e meritati applausi da parte della tifoseria juventina presente ad Acqui Terme. Il francese di Bayonne, cuore metà francese e metà basco, non è stato dimenticato infatti dal popolo bianconero che proprio in lui ripone tutta la fiducia che forse mai

Didier Deschamps inizia la sua avventura come tecnico della Juventus con la giusta carica e meritati applausi da parte della tifoseria juventina presente ad Acqui Terme. Il francese di Bayonne, cuore metà francese e metà basco, non è stato dimenticato infatti dal popolo bianconero che proprio in lui ripone tutta la fiducia che forse mai ha concesso a Fabio Capello. Così il nuovo allenatore oggi s’è dato ai giornalisti con un bel sorriso e tanta voglia di lavorare, parlando di passato, presente e futuro. Per prima cosa s’è detto dispiaciuto per la sentenza di ieri e che confida molto nei vari ricorsi perché, come anche sostenuto dal presidente Cobolli Gigli, seppur a malincuore la serie B sarebbe già abbastanza. Qual che sia comunque il punto di partenza in classifica della nuova Juve ha precisato che non lesinerà lavoro e che impegno massimo vorrà dai suoi giocatori.

Tra questi, a parte i giovani (i più importanti dei quali sono Palladino, Mirante, Paro e Bojinov), farà parte della nuova Juve anche la bandiera Alex Del Piero che Deschamps ha pubblicamente lodato per la sua rapida adesione al progetto. Come il campione del mondo anche Nedved s’è detto disponibile a sposare la causa juventina seppur in B mentre degli altri campioni si sa poco. Il tecnico francese ha dichiarato che li ha sentiti più o meno tutti e che se proprio deve fare un nome spera che rimanga sotto la Mole Fabio Cannavaro; tuttavia sono note le pressioni che Deschamps sta facendo al suo ex compagno di nazionale Trezeguet per mantenerlo a Torino. Per non dimenticare poi nomi del calibro di Balzaretti, Chiellini, Giannichedda, Marchionni e Zanetti, tutta gente che in pare rimarrà nella serie cadetta e che, in questa, sarà utilissima.

Alla fine il neo-allenatore della Vecchia Signora ha precisato che comunque sarà composta la rosa lui sceglierà sempre in base allo stato di forma: “Io non guardo la data di nascita quando devo decidere chi far giocare. Se un ragazzo ha diciannove anni, ma è bravo, gioca. Certo, la Juve ha l’esigenza di vincere sempre, ma l’età per me non è comunque un criterio per scegliere i titolari“. Buona fortuna Didier, il popolo bianconero è con te.

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