Dean Ashton lascia defintivamente il calcio a soli 26 anni

I calciatori da sempre sono considerati una categoria di persone privilegiate, oggi più di ieri dal momento che i loro guadagni si sono moltiplicati, spesso anche in maniera spropositata. Anche in questo mondo ci sono però storie umanamente tristi, vicende che tutti i soldi guadagnati non possono cambiare. Questo è il caso di Dean Ashton,


I calciatori da sempre sono considerati una categoria di persone privilegiate, oggi più di ieri dal momento che i loro guadagni si sono moltiplicati, spesso anche in maniera spropositata. Anche in questo mondo ci sono però storie umanamente tristi, vicende che tutti i soldi guadagnati non possono cambiare. Questo è il caso di Dean Ashton, attaccante classe 1983 in forza al West Ham, che l’11 dicembre scorso ha comunicato il suo addio al calcio giocato a soli 26 anni e con un futuro radioso dinanzi a sé, ne ha dato notizia il sito ufficiale del suo club.

Il suo calvario è finito, dopo tre anni passati per lo più in sale operatorie e palestre per la fisioterapia, il gigante biondo non ce l’ha fatta e ha perso la sua battaglia. Tutto è cominciato nell’agosto del 2006, Ashton era stato convocato da Steve McClaren per l’amichevole che l’Inghilterra avrebbe giocato contro la Grecia. Il giorno prima dell’incontro e del suo esordio con la maglia bianca il giocatore subisce un durissimo intervento in allenamento dal suo compagno Shaun Wright-Phillips. Da allora il giocatore ha subito numerosi interventi eseguiti dal luminare Niek Van Dijk, l’ultima volta è andato sotto i ferri nel gennaio scorso.

Si pensava che finalmente quest’anno avrebbe potuto giocare con regolarità, purtroppo non è andata come si sperava. Nonostante il buon inizio di stagione lo stesso Van Dijk alla fine si è dovuto arrendere consigliando al giocatore di lasciare il calcio, la sua caviglia non era più adatta alla vita sportiva e continuare a giocare avrebbe potuto compromettere la sua salute a lungo termine. Purtroppo quando i danni investono la cartilagine neanche la chirurgia può fare miracoli. Il giocatore dopo tre anni spesi a lottare, a tornare in campo per brevi periodi, in cui comunque ha continuato a segnare, si è dovuto arrendere alla realtà.

Dean Ashton è cresciuto nelle giovanili del Crewe Alexandra, con la maglia dei Railwaymen ha fatto il suo esordio tra i professionisti giovanissimo, in cinque stagioni ha messo a segno ben 60 gol. Poi il trasferimento al Norwich City, mezza stagione e 17 marcature lo fanno notare dal West Ham che durante la finestra di mercato invernale lo acquista per 7 milioni di sterline, nei primi sei mesi al Boleyn Ground scende in campo 16 volte e realizza 6 reti. Arriva l’estate, Eriksson conclude la sua avventura sulla panchina dell’Inghilterra e inizia l’era McClaren che subito lo convoca, poi il terribile infortunio.

Ashton lotta a denti stretti e dopo lunghissimi recuperi prova a tornare in campo, riesce a giocare ancora un trentina di partite segnando altre 9 volte. Nel giugno 2008 arriva anche il suo esordio in nazionale, sotto la guida di Fabio Capello contro Trinidad & Tobago. Sembra finito un incubo, la sua caviglia però non regge, è costretto a giocare con massicce infiltrazioni di antidolorifici. Ritorna ad operarsi, ogni volta la speranza di farcela, puntuale arriva però il responso negativo dall’articolazione danneggiata.

Fino alla decisione, obbligata, di dire addio al mondo del calcio. Certo non se la passerà male, ci sono le assicurazioni che pagheranno i danni, la stessa FA e Shaun Wright-Phillips dovranno probabilmente risarcirlo, ma un calciatore senza pallone fra i piedi probabilmente dei soldi non sa che farsene. Auguriamo allora buona fortuna a Dean Ashton, affinché la vita gli riservi altre soddisfazioni.