Bari, è rinato Almiron ma l'argentino non ha dimenticato la Juve


Nelle scarpette dei calciatori spesso si annidano sassolini che non si vede l'ora di togliersi; se poi questi hanno a che vedere con la Juve, la voglia di rivalsa (o vendetta che dir si voglia) non ha eguali: Miccoli o Amoruso, per citarne due, sono tipi che il bianconero lo hanno indossato, non sono stati capiti, una volta scaricati le hanno segnato contro non lesinando festeggiamenti sui generis e occhiatacce al pubblico. Non è andata così sabato scorso al San Nicola di Bari quando Sergio Bernardo Almiron ha infilato Buffon per la terza volta (Video). L'argentino in Puglia è rinato, merito di Ventura.

"Almiron? Bisogna saper entrare dentro di loro, le potenzialità le hanno in tanti. Lui lo avevo avuto a Udine e sapevo che erano due anni che non faceva una partita. Ho saputo parlargli e lui ha lavorato tantissimo, ogni giorno due allenamenti, con grande motivazione" ha detto il tecnico dei galletti. E' al terzo gol, arrivato in punta di piedi ha conquistato il centrocampo del Bari e, insomma, poteva ben sfogare tutta la sua rabbia dopo la marcatura. Appena nove presenze con la Juve, ancora spicciolate di partite con Monaco e Fiorentina, il mediano di Santa Fe pareva essersi perso dopo i fasti di Empoli.

Con lui Massimo Donati, che non lesina parole d'elogio al collega e al mister: "Almiron è l'esempio lampante di quello che ho detto e cioè che Ventura riesce a cavare il meglio da ognuno di noi. E' il modo di allenare e di porsi del mister. Con il Siena perdevamo a fine primo tempo e ci ha dato una carica tale da farci ribaltare la partita. Siamo entrati per vincere e lo abbiamo fatto. E' difficile da spiegare, ma è così". Ma ritornando alla perla di destro di Almiron, ha fatto specie vederlo non esultare.


Le foto di Bari - Juventus 3-1
Le foto di Bari - Juventus 3-1
Le foto di Bari - Juventus 3-1
Le foto di Bari - Juventus 3-1


Con uno stadio in festa e coi compagni felici su di lui, lui non s'è scomposto non volendo "ferire" ex compagni e tifosi. E alla fine ha incrociato le mani come a chiedere scusa, rivolgendosi all'allenatore della Juve Ciro Ferrara. Perché? Fu proprio lui a volere Almiron alla Juve, un'operazione che non si rivelò azzeccata. Ma in fondo sbagliò solo un paio di partite (Melo ad oggi ne ha "ciccate" almeno il triplo): dopo il gol in Coppa Italia contro il Parma, fu disastroso a Cagliari e non andò meglio in casa con l'Udinese. Ranieri non perse tempo a metterlo da parte. Ma col gesto di domenica, e col campionato che sta facendo, il futuro chissà potrà tornare ad essere bianco e nero.

Ventinove anni e di fatto un contratto ancora con la Vecchia Signora: coi chiari di luna della mediana bianconera, perché non reintegrarlo definitivamente la prossima stagione? No, così, giusto perché è più forte di Tiago. E chissà, di Felipe Melo.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: