Inter, Mourinho torna a parlare alla vigilia della gara di Coppa Italia contro il Livorno

Dopo la partita di Champions contro il Barcellona, si presentò ai microfoni della tv inglese, danese, svedese, inglese e di Al Jazeera: disertò sia Sky che Mediaset. Contro la Juve, match in cui fu espulso, non rilasciò dichiarazioni. E neanche a Bergamo, dopo l’1-1 contro l’Atalanta, mise il faccione di fronte alle telecamere: fece comunque


Dopo la partita di Champions contro il Barcellona, si presentò ai microfoni della tv inglese, danese, svedese, inglese e di Al Jazeera: disertò sia Sky che Mediaset. Contro la Juve, match in cui fu espulso, non rilasciò dichiarazioni. E neanche a Bergamo, dopo l’1-1 contro l’Atalanta, mise il faccione di fronte alle telecamere: fece comunque parlare di sé per gli insulti verbali ad Andrea Ramazzotti, giornalista che voleva carpire qualche dichiarazione nei pressi del pullman interista. Ieri José Mourinho è tornato a parlare alla vigilia del match di Coppa Italia contro il Livorno, una conferenza stampa fiume in cui erano presenti pochi giornalisti.

Solidarietà al collega, ma anche ormai la voglia di non dare troppe soddisfazioni al lusitano, fatto sta che le domande dei pochi presenti ieri vertevano tutte sull’episodio del post-partita di Bergamo, con qualche accenno al rapporto (incrinato) con la stampa italiana in generale, a quello con Massimo Moratti e, ovviamente, alla gara di Coppa di questa sera. Tante parole, a volte ripetute, riportarle tra virgolette sarebbe interessante ma anche “pesante”: per chi vuole, qui c’è la versione integrale delle dichiarazioni di Mou sul caso-Ramazzotti, qui sulla gara contro i labronici, qui su Moratti e la stampa italica. Ma è bene fare un paio considerazioni personali (e fornirvi le formazioni di questa sera).


Appare evidente che José Mourinho si creda molto intelligente, a volte più della media. Questa sua caratteristica, l’autostima forte che possiede, gli ha permesso di risultare spavaldo, amato, temuto, con una certa, forte personalità. Trinceratosi dietro queste convinzioni, a volte ha fatto la “pipì” fuori dal vaso pensando di rimanere impunito, aggrappandosi sempre e comunque a una dialettica che ha riempito di inchiostro i giornali e fatto sgranare gli occhi ai pennivendoli. Ma siamo in Italia, signori, un Paese che abbocca all’amo in un secondo, ma che ci mette ancor meno a staccarsi e a darti contro: il suo potere mediatico è ai minimi storici e la conferenza stampa di ieri è stata come uno slalom mal riuscito. Cercava di uscirne alla grande, ha fatto il solito gran casino mascherato da parole di un uomo duro. E’ l’umiltà che manca, una dote che gli italiani forse apprezzano più di ogni altra: hanno rimproverato Lippi e Mancini di non averla, è per questo che siamo tutti innamorati del Trap.

Per cui, sì, Mourinho torna a parlare. Ma è sempre meno credibile. Come allenatore si può più o meno discutere, può piacere non piacere, come comunicatore alla lunga si è rivelato un flop. Checché si difenda inalberandosi in un ginepraio di impavide frasi. Queste le probabili formazioni per la gara di stasera tra la “sua” Inter e il Livorno di Serse Cosmi:

INTER (4-1-2-1-2): Toldo, Maicon, Lucio, Cambiasso, Chivu, Khrin, Vieira, Muntari, Sneijder, Suazo, Balotelli All:Mourinho
LIVORNO (3-5-1-1): Benussi, Knezevic, Rivas, Perticone, Pieri, Bergvold, Marchini, Mozart, Raimondi, Candreva, Lucarelli. All: Cosmi

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