Il Wolverhampton schiera 10 riserve contro lo United, la FA chiede spiegazioni

La vittoria per 3-0 del Manchester United sul Wolverhampton sta scatenando un mare di polemica al di là della Manica. I Red Devils si sono imposti senza grosse difficoltà, d’altronde il gap tecnico tra le due formazioni è evidentemente ampio, c’è però un particolare che ha fatto storcere il naso a molti, compresi i tifosi


La vittoria per 3-0 del Manchester United sul Wolverhampton sta scatenando un mare di polemica al di là della Manica. I Red Devils si sono imposti senza grosse difficoltà, d’altronde il gap tecnico tra le due formazioni è evidentemente ampio, c’è però un particolare che ha fatto storcere il naso a molti, compresi i tifosi dei Wolves giunti fino all’Old Trafford. L’allenatore Mick McCarthy ha schierato una formazione composta per 10/11 di riserve, l’unico titolare era il portiere gallese Wayne Hennessey. Questa strana decisione tecnica ha insospettito anche la Football Association che ha scritto una lettera alla società per chiedere chiarimenti.

L’articolo 20 sezione E del regolamento della Premier League impone alle squadre di scendere in campo sempre con la miglior formazione possibile. Interrogato McCarthy non si è scomposto più di tanto e ha provato a motivare la sua scelta sostenendo che la formazione era frutto dei tanti infortuni che hanno colpito la sua rosa, del cattivo stato di forma di alcuni titolari che non avevano ancora recuperato dalle fatiche di tre giorni prima quando i Wolves hanno vinto in trasferta con un’altra big, il Tottenham. Per questo, sebbene da quel successo siano cambiati praticamente tutti gli interpreti, l’undici che ha fronteggiato lo United era a suo giudizio il migliore, quello più in forma.

I tifosi però non hanno gradito e hanno manifestato vivacemente il loro dissenso sulle tribune. Il biglietto per assistere la partita gli è costato 42 sterline senza contare il viaggio, un po’ troppo per assistere alla formazione delle riserve, quindi hanno chiesto a gran voce il rimborso. In difesa dell’allenatore è sceso però Steve Bull, ex stella del Wolverhampton, che ha provato a spiegare il suo punto di vista:

“Anche io era deluso quando ho visto la squadra, allo stesso modo dei 3000 tifosi presenti allo stadio. Poi però ho ragionato e mi sono ricordato che sabato si giocherà contro il Burnley, in quell’occasione sarà più importante avere una squadra competitiva. Realisticamente, abbiamo ottenuto tre punti contro gli Spurs che non ci aspettavamo e Mick forse ha pensato di non fare il passo più lungo della gamba. Immagino abbia pensato che il Manchester United avrebbe passeggiato e quindi ha deciso di giocare per un pareggio, senza pensare alla vittoria.”

Non sarà un discorso intriso di sportività ma, come ha detto lo stesso Bull, nel calcio a volte è importante il realismo. Sabato il Wolverhampton è atteso da una difficile sfida salvezza e se riusciranno a centrare la vittoria probabilmente fara sì che i tifosi dimentichino in fretta la delusione di Manchester. In fondo l’allenatore irlandese fino ad oggi con i Wolves ha fatto molto bene arrivando a centrare la Premier League dopo tre stagioni positive di First Division, il suo operato verrà valutato sulla base di quanto ottenuto in 38 partite. L’obiettivo dichiarato è la salvezza, se riuscirà a centrarla nessuno più si ricorderà delle 42 sterline spese per vedere le riserve giocare all’Old Trafford.