Donadoni non si sente finito: "Spero in una panchina nel 2010"


Due anni fa, a quest'ora, Roberto Donadoni preparava gli Europei austro-elvetici: selezionatore azzurro, reduce da ottime annate col Livorno, il nostro calcio si affidava a lui nella massima competizione continentale. Questione di dettagli, i rigori estromisero la truppa azzurra contro la Spagna, quindi l'esonero e di nuovo grandi speranze col Napoli: al posto di Reja, chiuse la stagione dei partenopei forse peggio del collega, ma con la promessa di fare bene nella prossima. Cioè quest'anno, in cui è stato uno dei primi allenatori ad essere sostituito: il Napoli era vuoto, spento e senza idee, lui in panchina aveva poca grinta, troppo poca. Ora è ai box, neanche a libro paga di De Laurentiis per via della rescissione del contratto, ma non sente di aver doppiamente fallito, non si è bruciato. L'entusiasmo è intatto, l'autostima pure.

"Sono stato poco ruffiano? Se bisogna essere così per piacere, ne faccio volentieri a meno, non sono una persona finta, sono come sono, con pregi e difetti. L'esperienza in azzurro è stata molto positiva, dal punto di vista umano" ha detto ai microfoni di Radio Kiss Kiss. "Le persone di buon senso possono valutare il mio lavoro, nel 2010 spero di cuore di poter tornare ad allenare" il suo appello. Con Mazzarri il Napoli si è risollevato, corre e lotta, possibile che non ci sia lo zampino di Donadoni? "Non entro nei particolari, so quello che ho fatto e sono contento di aver allenato un gruppo di ragazzi validi, che mi hanno dato qualcosa di importante. Il Napoli sta bene atleticamente anche grazie a me? Le persone di buon senso possono giudicare da sole. Per il resto, preferisco evitare cadute di stile, non intendo fare polemiche".

Quel che resta è una esperienza importante, come Reja anche Donadoni non porta rancore verso società e città, un ambiente che probabilmente si aspetta sempre tanto ma che comunque non ti tradisce mai in quanto a calore: "Approfitto dell'occasione per salutare tutti i tifosi del Napoli ed augurare loro un sereno Natale. La gente di Napoli mi è rimasta nel cuore, ho vissuto la città con amici sinceri che mi hanno dato il modo di apprezzarla meglio". Insomma, Donadoni c'è. E si augura di cuore di tornare su una panchina: già, ma quale?

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: