Cecchi Gori: “Chi comandava la cupola non era Moggi”

A pochi giorni dalla sentenza “affossa grandi”, continua il vortice di voci intorno al maxiprocesso. Per l’occasione torna a dire la sua uno dei presidenti colpiti e affondati dal tanto vituperato sistema, dalla fantomatica, ma neanche tanto, “cupola”: signore e signori, Vittorio Cecchi Gori. L’ex viola non ha motivo di nascondersi, lui che è stato



A pochi giorni dalla sentenza “affossa grandi”, continua il vortice di voci intorno al maxiprocesso. Per l’occasione torna a dire la sua uno dei presidenti colpiti e affondati dal tanto vituperato sistema, dalla fantomatica, ma neanche tanto, “cupola”: signore e signori, Vittorio Cecchi Gori. L’ex viola non ha motivo di nascondersi, lui che è stato la prima vittima di una confraternita decisa a far fuori chi andava oltre ma non doveva:

“Amo e ho amato con tutto me stesso la Fiorentina, ma loro sono riusciti a togliermela a segnare la mia vita. Moggi era un mago del mercato , delle plusvalenze ma io non l’ho voluto. Ma i veri responsabili sono altri. Giraudo e Galliani sono quelli che hanno manovrato i diritti del calcio, che hanno fatto i grandi intrallazzi. Moggi era un esecutore che faceva il suo a livello di procuratori, magari lavorava sui risultati delle partite, ma i grandi interessi li facevano altri e, primo fra tutti, il signor Carraro. È lui l’uomo che ha saldato gli interessi di Torino con quelli di Milano”.

Ritorna al suo vecchio amore, ai viola:
“È stato un fallimento pilotato, non lo voleva nessuno, e il giudice che lo ha decretato è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Genova con numerosi capi d’imputazione qualche settimana fa. La Fiorentina è l’unica squadra in Italia che ha perso interamente il valore del suo parco giocatori. E poi c’erano i 180 miliardi del contratto di Stream, si faceva la più grande squadra del mondo. Dov’erano i debiti? In più mi hanno fatto pagare tutte le tasse anticipate mentre alle altre squadre le tasse non le hanno fatte pagare.”

Attacca con forza l’attuale patron Della Valle:
“I giocatori della sua sqaudra erano tutti in prestito, guardacaso dalla Juventus. I Miccoli, i Maresca, erano tutti di proprietà della Juve.Quella è una bottega di banditi. Dalla C2 in 2 anni si va alla Champions League ed ecco quello che è successo”.
Come dargli tutti i torti?

via | iltempo

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