Gli Anni Zero agli sgoccioli – Il calcio italiano attraverso un decennio

E dopo il meglio degli ultimi dieci anni di calcio internazionale, dedichiamo la giusta attenzione al pallone nostrano: dalla delusione per la finale persa agli Europei del 2000 all’ultimo secondo contro la Francia alle speranze per i prossimi Mondiali sudafricani, gli Anni Zero del calcio tricolore sono stati densi di avvenimenti e di sorprese, di


E dopo il meglio degli ultimi dieci anni di calcio internazionale, dedichiamo la giusta attenzione al pallone nostrano: dalla delusione per la finale persa agli Europei del 2000 all’ultimo secondo contro la Francia alle speranze per i prossimi Mondiali sudafricani, gli Anni Zero del calcio tricolore sono stati densi di avvenimenti e di sorprese, di storie da raccontare e di protagonisti di assoluto valore. Come abbiamo fatto nel precedente articolo, proseguiremo per categorie e ci scusiamo sin da subito se tralasceremo qualche cosa; d’altra parte non è facile condensare in un post un decennio di calcio e passione. Allora buona lettura… e votate nel Sondaggio in fondo!

L’anno: nessun dubbio, il 2006. Ma come potrebbe essere altrimenti? E’ stato forse l’anno zero del calcio italiano, ricchissimo di colpi di scena e di immagini indelebili. Calciopoli è stato il terremoto, dall’inferno al paradiso dei Mondali tedeschi con l’Italia addirittura sul tetto del Mondo dopo memorabili notti che ognuno di noi è destinato a portarsi nel cuore per sempre. E poi la Juve in Serie B per la prima volta nella sua storia, mercato al veleno, penalizzazioni e diaspora all’estero di alcuni campioni. Come l’11 settembre per il mondo occidentale, da quell’estate del 2006 nulla è stato più lo stesso per l’italiano appassionato di calcio…

La squadra di club: sbeffeggiata per anni, incapace di dare soddisfazioni ai propri tifosi, regina del mercato in estate, aveva iniziato il millennio nei peggiori dei modi; prima le Coppe Italia per riassaporare il gusto della vittoria, quindi l’agognato scudetto. Fa niente se il primo della serie è giunto a tavolino e se il secondo senza la rivale di sempre, la Juve; quel che conta è che al giorno d’oggi se c’è una squadra da battere nei confini italiani, quella è l’Inter. Muscolare e cinica, non sempre bella ma sempre rigorosamente internazionale, con Mancini o con Mourinho, con Ibrahimovic o senza lo svedese, cambia poco: si avvia al quinto scudetto di fila, scusate se è poco!

Il calciatore: dopo 24 benedetti anni, rialzare la Coppa del Mondo al cielo di Berlino è stata un’emozione per 56 milioni di italiani. Vi immaginate allora cosa ha provato colui che per primo, fisicamente e da capitano, l’ha sollevata in nome di tutti noi appassionati cronici di una sfera e un rettangolo verde? E’ Fabio Cannavaro il giocatore simbolo di questo decennio verde-bianco-e-rosso, difensore arcigno che ha cambiato quattro maglie e che ha vinto il Pallone d’Oro: dopo Baggio e la sua classe, la grinta del napoletano stopper di fiducia. Inter e Juve, Parma e Real Madrid, una carriera consacratasi negli Anni Zero e che solo ora si accinge a tramontare.


Le migliori immagini del calcio italiano del decennio








La filosofia di gioco: era l’agosto del 2001 quando, per la curiosità di tutti i calciofili italiani, esordì in massima serie il Chievo Verona (vincendo a Firenze). I mussi volanti (gli asini che volano) fecero impazzire fior fiori di campioni, espugnando San Siro e mettendo in ginocchio squadre su squadre. Europa al primo anno, il terribile 11 di Delneri, 4-4-2 chirurgico con le ali nere che stantuffavano da matti, pareva una splendida meteora. Macché, il presidente Campedelli, lucida e cinica mente della Paluani e padre del “Ceo“, ha tenuto in piedi la baracca per un decennio: da Iachini a Beretta, con Pillon arrivò addirittura la qualificazione in Champions League, con Di Carlo la conferma di un progetto pazzo e meraviglioso.

La partita: l’inimmaginabile si consumò in un pomeriggio assolato all’interno dello Stadio Olimpico, Roma. Ottantamila tifosi, tutti di fede nerazzurra, si erano recati nell’impianto capitolino per assistere al trionfo dell’Inter che contro una Lazio ormai in lizza per un obiettivo di poco conto (il raggiungimento della Coppa Uefa) cercava l’agognato 14esimo scudetto. Correva l’anno 2002, il giorno era il 5 maggio. Quello della poesia di Manzoni su Napoleone Bonaporte, quello del pianto di Ronaldo e delle sciagure di Gresko. Finì 4-2 per la Lazio, la Juve si aggiudicò il 26esimo scudetto dopo lo 0-2 a Udine: l’eroe fu un ceco, Karel Poborsky, con le mazzate di contorno di Simeone e di Inzaghi jr. Molti tifosi dell’Inter ci hanno messo un migliaio di giorni per rivedere la luce dopo l’assurdità di quel match…

Dr.Jekyll e Mr.Hyde: nati entrambi nell’82 quando l’Italia conquistò il terzo titolo mondiale in Spagna, tutti e due attaccanti. Finiscono qua le analogie tra due personaggi esplosi in questo decennio e che incarnano uno l’alternativa all’altro: Alberto Gilardino e Antonio Cassano. Il primo è del nord, di Biella, gavetta sotto voce, lavoro e parole di rito, una moglie e trofei in bacheca: dal Mondiale alla Champions col Milan. Il secondo è di Bari Vecchia, talento sopra le righe, amatissimo dai tifosi, irriverente e sfacciato, non ha mai vinto niente pur indossando gloriose casacche come quella del Real Madrid o della Roma. Si possono apprezzare entrambi, ma la loro filosofia è mutuamente esclusiva: perbene come il Gila o maledetti come Fantantonio?

L’immagine: va bene, saremo ripetitivi, ma non si può fare altrimenti. In questo decennio di calcio italiano ne sono successe di tutti i colori, tante le immagini e le storie da raccontare: dal Napoli alla Fiorentina, dal Genoa alla Juve, nobili del calcio a giocare in campionati minori. E poi giocatori esplosi, polemiche e allenatori vincenti, trionfi e disfatte. Tanta carne al fuoco insomma, ma se si deve scegliere un’immagine simbolo non si può che fare affidamento sul faccione stravolto dalla felicità di Fabio Grosso dopo il gol al 119° contro la Germania, semifinali del Mondiale proprio in casa dei tedeschi. Riassume il nostro calcio: putiferi in patria per Calciopoli, Pessotto tra la vita e la morte e una partita destinata ai rigori. Ma all’improvviso Pirlo, Pirlo, ancora Pirlo, di tacco, tiro: goooooooooooool (cit. Caressa).

La finale di Manchester tutta italiana tra Juve e Milan, la storia di Lucarelli e il suo Livorno, lo scandaloso arbitraggio di Byron Moreno in Corea del Sud, il Milan due volte Campione d’Europa e sul tetto del Mondo: questo e tanto altro in dieci anni di calcio azzurro indimenticabili. Ci è sfuggito qualcosa?




Le migliori immagini del calcio italiano del decennio