Stefano Fiore, dimenticato dalla Serie A è tornato a divertirsi con il suo Cosenza

stefano fiore

Stefano Fiore, nel corso della sua lunga carriera si è tolto più di qualche soddisfazione. Con le maglie di Lazio e Parma ha vinto numerosi trofei tra cui due Coppe Italia e due Coppe Uefa. Ha vestito anche l'azzurro prendendo parte alla spedizione in terra di Belgio e Olanda nel 2000, in quell'occasione l'Italia si piazzò seconda dopo la beffarda finale contro la Francia. Dopo la Lazio il trasferimento in Spagna, al Valencia, poi il ritorno in patria girovagando fra Firenze, Torino e Livorno. Poi la Serie B con il Mantova, infine l'oblio.

Fiore è rimasto senza squadra, ha provato a cercare un contratto anche in Lega Pro ma con poca fortuna. Dopo l'anno di stop si aggrega al gruppo del Lecce di De Canio in ritiro a Tarvisio, ma sfuma anche in questo caso la possibilità di ritornare a giocare. Fino a settembre di quest'anno quando finalmente trova una squadra che crede in lui. È il Cosenza, il posto dov'è nato e da dove è partito calcisticamente. La società silana dopo aver vissuto un paio di fallimenti ora milita in Prima Divisione, l'obiettivo stagionale è la promozione in serie cadetta e Stefano Fiore vuole aiutare la sua città a raggiungere questo traguardo.

stefano fiore, cosenza - spal 3-1, video


Domenica i rossoblu hanno giocato contro la Spal centrando una buona vittoria per 3-1, sul tabellino c'è anche il nome di Fiore autore di uno splendido gol di destro dal limite dell'area, la testa della classifica è ora a sei punti. Il centrocampista ha in seguito rilasciato un'intervista per la Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del suo presente e del suo futuro. Il gol appena messo a segno lo ha dedicato alla neonata figlia: "Cloe è nata il martedì dopo la sconfitta di Taranto, dura da digerire. Il gol alla Spal lo dedico a lei: glielo devo, per la gioia indescrivibile di padre, e perché ha cancellato del tutto la sindrome d'invisibilità che mi ha rattristato".

Poi ha raccontato di come è arrivato a questo punto dopo il lungo anno trascorso, secondo lui inspiegabilmente, lontano dai campi:

"Mi sono arrabbiato molto per un accantonamento frettoloso. E il torneo scorso sono stato fermo senza motivi. Quest'estate De Canio e il Lecce mi hanno ospitato per la preparazione, ma il club svecchiava e lui si è comportato da signore. Cosenza è una scelta di vita: tra la mia gente per vincere il campionato. Sono felice: mi sono completato come uomo, con la paternità, e torno a giocare, vincere, segnare".

Ora Fiore ha 34 anni, non può certo considerarsi un vecchio, in Serie A c'è molta gente più avanti di lui con l'età che ancora risulta determinante. Chissà che la stagione con il Cosenza non possa rilanciarlo nella massima seria, già centrare l'obbiettivo promozione con i calabresi però sarebbe una bella soddisfazione, anche giocare in B con la squadra della propria città è un traguardo importante che valorizzerebbe senza dubbio il finale di una carriera giocata comunque ad alti livelli.

Il gol di Stefano Fiore in Cosenza - Spal 3-1

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