Mourinho: “Non amo l’Italia, ma mi piacciono le sfide difficili”

José Mourinho non ama l’Italia. Ma forse nemmeno il Portogallo, come dichiarò qualche settimana fa, quando disse di non essere apprezzato abbastanza in patria. L’allenatore portoghese, intervistato dal quotidiano lusitano “Publico”, dice di essere già emozionato per il ritorno allo Stamford Bridge, dove l’Inter è attesa nell’ottavo di finale di Champions League. Mourinho, sollecitato dall’intervistatore,

di antonio


José Mourinho non ama l’Italia. Ma forse nemmeno il Portogallo, come dichiarò qualche settimana fa, quando disse di non essere apprezzato abbastanza in patria. L’allenatore portoghese, intervistato dal quotidiano lusitano “Publico”, dice di essere già emozionato per il ritorno allo Stamford Bridge, dove l’Inter è attesa nell’ottavo di finale di Champions League. Mourinho, sollecitato dall’intervistatore, ha anche ricordato le sue scuse verso Andrea Ramazzotti, il giornalista del Corriere dello Sport con cui è incappato in un violento diverbio, e ha ammesso la “dipendenza” assoluta dell’Inter da Wesley Sneijder. L’intervista completa:

“Il mio posto di lavoro è sempre in pericolo, perché alleno squadre che molti vorrebbero allenare, perché lascio sempre squadre ben costruite per gli anni seguenti, perché lascio sempre condizioni e strutture di lavoro ottime per chi mi succederà. Ma se la mia panchina è in bilico dopo aver vinto il campionato, essere primo in classifica e agli ottavi di Champions, immagini com’è la situazione di chi fallisce ciclicamente i suoi obiettivi”.



E’ stato accusato di aver aggredito
“verbalmente e fisicamente” il giornalista Andrea Ramazzotti del Corriere dello Sport dopo Inter-Atalanta a Bergamo. Che cosa è successo?

“Ho già spiegato cosa è successo. Lo spiegherò ancora una volta. Semplicemente non voglio vedere giornalisti davanti alla porta del nostro bus. Anche perché, dopo una partita, con le emozioni che ne derivano, si può dire di tutto… Dopo una partita i giornalisti hanno il loro spazio di lavoro in sala stampa o in zona mista. Non c’è stata aggressione fisica o addirittura tentato assalto. Ho già ammesso di aver sbagliato e qualcuno non ha detto la verità sull’accaduto, ma per me è stato un fatto facilmente risolvibile da due uomini che si sono chiariti.”

L’Associazione Italiana dei Giornalisti ha chiesto al presidente dell’Inter di prendere “misure forti” contro di te. Moratti ha sottolineato che la situazione non gli piace, ma ha voluto prima di capire che cosa si intende per “misure forti”. Come giudichi questa affermazione da parte del presidente del club?

“Ho sempre detto e mi ripeto che il presidente può fare quello che vuole e dire quello che vuole. Io non posso commentare le sue azioni e dichiarazioni”.

Anche se questa non è una novità nella tua carriera, come si spiegano i tanti problemi con i giornalisti? Ti senti perseguitato?

“Il mio comportamento ha sempre un obiettivo: quello di tutelare gli interessi del mio club e di non preoccuparmi della mia immagine. Sarà un difetto o una virtù? Chiedete alle persone che hanno lavorato con me in passato”.

La Stampa ha scritto su di te
: “Quattro espulsioni di un anno confermano il soprannome Special One: nessun allenatore in Italia ha mai raggiunto tale risultato”…

“Quattro espulsioni? Il mio nome è l’attenzione nei miei confronti porta a questo: in pratica, io sono l’unico allenatore straniero a lavorare in Serie A, perché Leonardo è più italiano che brasiliana, dal momento che appartiene ad un nucleo calcistico ed è inserito nel sistema italiano da molto tempo. La vita è difficile, sissignore …”

Si sente un po’ assediato e vede nemici dappertutto?

“Io non sono amareggiato, non mi sento molestato, né vedo nemici ovunque. Io ci ci metto la faccia, ma a volte mi servirebbe qualche aiutante con un giubbotto antiproiettile.”.

La Repubblica ha recentemente titolato: “Mourinho e l’Italia, amore finito”. È così?

“Amore finito? Se volete, in primo luogo voglio dirvi che il mio amore per la professione di allenatore non è mai finito. In secondo luogo l’amore con l’Italia non è mai finito, ma non è nemmeno mai iniziato. Infine, vi dico che mi piace lavorare qui, mi piacciono gli interessi, mi piacciono le cose difficili. Sto bene.”

Ma La Gazzetta dello Sport ha pubblicato un articolo
in cui suggerisce che il tuo comportamento recente ha lo scopo di forzare l’addio all’Inter. La giustificazione potrebbe risiedere nell’indennizzo di sei milioni di euro da pagare nel caso di una rescissione unilaterale. E’ così?

“Con l’Inter abbiamo firmato un contratto chiaro fino al 2012, perché vogliamo proseguire fino al 2012. Sì, esistono clausole per terminare prima, con un pagamento fissato, per me e per il club. Con me non si ripeterà una storia interminabile su contratto e liquidazione come in passato. Uomini onesti, contratti onesti”.

In Spagna Santiago Segurola ha scritto che la cosa migliore per il Barcellona è stata quella di aver scelto Guardiola al posto di Mourinho …

Sono completamente d’accordo con Segurola. Pep è molto adatta al Barça e la sua cultura. E ‘certamente il miglior allenatore per il Barça, e come ho detto a lui personalmente, mi auguro allenatore del Barça per sempre.

Come ti spieghi l’involuzione di Quaresma?

“Non si è imposto come non si sono imposti Diego, Filipe Melo, Huntelaar, Julio Baptista e tanti altri. Il calcio italiano non è facile, specie per i giocatori d’attacco. È necessario avere una forte mentalità, ci vuole tempo. Ma Quaresma esploderà, ne sono sicuro. Se siamo dipendenti da Wesley? Senza dubbio! È un giocatore con un profilo unico nella nostra rosa, senza lui siamo per forza diversi. È curioso come un giocatore così fondamentale per noi sia una riserva nel Real Madrid”.

Ha concordato con la società lo scambio Ibra-Eto’o?

“Non esiste un allenatore che voglia cedere uno come Ibra, ma Eto’o è un grande giocatore e mi sto affidando a lui e a Milito per costruire una squadra senza Ibra. Tornerò a Stamford Bridge prima della sfida di Champions per vedere una gara: non voglio tornare la prima volta per giocare. Negli ottavi voglia essere freddo, ma so che non sarà facile. E’ stata una storia bellissima, non posso dimenticare che giocherò contro i miei amici…”.


Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show
Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show

Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show
Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show
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Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show
Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show
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