Mourinho tranquillizza tutti: "All'Inter fino al 2012"


José Mourinho a cuore aperto, il tecnico dell'Inter interviene per smentire i tanti che lo vedono presto lontano dall'Italia, magari per un ritorno in Inghilterra in un futuro prossimo come preconizzato anche dall'illustre collega Sir Alex Ferguson. Lo Special One parla di "parole strumentalizzate", di media che hanno poco rispetto per il suo ruolo, ma soprattutto promette di rispettare il faraonico contratto firmato con l'Inter di Massimo Moratti.


In Inghilterra sono stato felice e quando me ne sono andato da lì, ho detto che un giorno sarei tornato. Cosa significa un giorno? Può voler dire nel 2012 o nel 2020: il problema è che si ama molto cambiare le mie parole, il problema è che avevo detto anche che sono felice all’Inter e avrei voluto rispettare il mio contratto, che è appunto fino al 2012, e invece si è preferito sottolineare il concetto del mio ritorno in Inghilterra. Avevo detto che non mi piace lasciare un progetto a metà e in Italia è stato scritto che me ne andrò a giugno: capisco che c’è un prodotto da vendere, magari mi devo rassegnare e adattarmi a questa situazione. Una situazione che mi mette a disagio? Voi mi vedete a disagio in Italia? Quando dico che certe cose che accadono qui non mi piacciono, non mi riferisco all’Italia in quanto Paese o al suo popolo: non sono nessuno per farlo e soprattutto sono qui solo da un anno e mezzo, non da dieci anni. Se dico che certe cose non mi piacciono mi riferisco a situazioni più specifiche, ad esempio al rapporto fra José Mourinho allenatore e la stampa sportiva italiana, che non è sicuramente positivo. Secondo me succede per colpa dei media, secondo i media accade per colpa mia, ma questa è una 'guerra' persa ancora prima di iniziarla, perché io sono solo contro tanti, e molto uniti. Però io posso perdere una guerra, non la mia personalità, la mia indipendenza, la mia libertà: quelle non le perderò mai e per questo non sarò mai politicamente corretto. Fare il 'lecca... qualcosa', come si dice da voi, non fa parte della mia filosofia: sono indipendente e dico sempre quello che penso, anche quando non piace. Servirebbe più rispetto: anche da parte mia, certo, ma vorrei almeno che non fossero strumentalizzate le mie parole, facendo arrivare di quanto dico soltanto quello che può servire, e non il mio reale pensiero

Il tecnico nerazzurro traccia anche un bilancio del suo 2009, marchiato a fuoco dal primo successo in campionato della sua esperienza italiana. Un'enorme soddisfazione, da ripetere possibilmente anche quest'anno, con un occhio all'agognata Champions League, ancora una volta ribattezzata "la competizione dei dettagli". La consapevolezza di dover superare l'ostacolo del Chelsea, proprio la sua ex squadra, gli dona una carica in più. D'altra parte lo scorso anno il Barcellona eliminò i blues e trionfò nella finale di Roma.


Cosa mi è piaciuto del 2009? Il campionato è la competizione della verità: quando si arriva alla fine è lui che ti dice se si è lavorato bene o male, se si è arrivati dove si voleva arrivare e lo scudetto che abbiamo vinto è stato fondamentale per la nostra autostima e le nostre consapevolezze. Lo scudetto è la cosa che mi piace di più vincere e se potrò fare con la Curva Nord e i tifosi dell’Inter quello che ho fatto dopo il secondo scudetto con il Chelsea, quando regalai ai sostenitori Blues la medaglia che rappresentava il secondo titolo vinto, sarò solo felice di farlo, anche se non avrò migliaia di medaglie da lanciare. Certo, poi la Champions League è quella che ti dà più prestigio a livello internazionale, ma è la competizione dei dettagli e per vincerla serve che tutto vada bene, serve anche un po’ di fortuna. Noi dovremo lavorare per meritare la fortuna che occorre per portarla a casa, quella fortuna che invece non serve - perché non basta - a vincere lo scudetto: dovremo fare come il Barcellona, che si è meritato la fortuna di pareggiare in extremis a Stamford Bridge e dunque poi di vincere la Champions. Comunque se il 2010 mi darà quello che mi ha dato il 2009 sarò soddisfatto: questo non significa che ci accontenteremo, perché io non mi accontento mai, significa solo che il 2009 è stato un buon anno
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