Attentato al Togo: Altri due morti accertati, la squadra si ritira

La rappresentativa del Togo, la nazionale guidata dal capitano ed attaccante del Manchester City Emmanuel Adebayor, si ritira dalla Coppa d’Africa 2010. La notizia arriva dopo quella, tragica, che ha confermato l’aggravarsi del bilancio provvisorio delle vittime dell’attentato avvenuto ieri, con un autentico assalto a colpi di mitragliatrice all’autobus della squadra, in Angola, il paese

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La rappresentativa del Togo, la nazionale guidata dal capitano ed attaccante del Manchester City Emmanuel Adebayor, si ritira dalla Coppa d’Africa 2010. La notizia arriva dopo quella, tragica, che ha confermato l’aggravarsi del bilancio provvisorio delle vittime dell’attentato avvenuto ieri, con un autentico assalto a colpi di mitragliatrice all’autobus della squadra, in Angola, il paese che dovrebbe ospitare le gare.

Oltre all’autista dell’autobus le fonti locali riferiscono il decesso in conseguenza delle ferite di arma da fuoco dell’allenatore in seconda Abalo Ametelè, vice del ct Velud, e dell’addetto stampa Stan Ocloo. Uno dei portieri, Kodjovi Obilalédi, sarebbe in condizioni molto gravi mentre pare accertato che in totale siano 8 i calciatori rimasti feriti. Dopo ore di incertezza pare ormai certo che il Togo non parteciperà: gli atleti stanno attendendo un aereo speciale per rientrare nel loro paese e stanno facendo pressioni sulle altre squadre perché boicottino la manifestazione il cui avvio (previsto domani) non è stato al momento rinviato.

Bisognerà capire come reagiranno gli organizzatori di fronte al ritiro della squadra inserita nel nel Girone B insieme a Costa d’Avorio, Burkina Faso e Ghana. Ieri Adebayor aveva dichiarato alla BBC:

Come capitano della mia squadra, posso dire che se non sarà garantita la sicurezza non parteciperemo alla Coppa. Si tratta di una partita di calcio e di uno dei tornei più importanti dell’Africa, ma non credo che ci sia gente disposta a dare la vita. Parlerò con il mio team e prenderemo la decisione più giusta per le nostre carriere, le nostre vite e le nostre famiglie. In fondo, questo è soltanto football. Molti giocatori vogliono andarsene: hanno visto la morte e vogliono tornare dalle loro famiglie.

A questo punto è evidente che le garanzie offerte dalla Cocan (organizzatore del torneo) e dall’Angola non sono state ritenute sufficienti.

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