Peppino Prisco: pensieri e parole di un grande del calcio!

Giuseppe Prisco nacque a Milano anche se la sua famiglia era in realtà di origini napoletane. Sarà stato per il suo sangue partenopeo, ma il grande Peppino più che per le sue qualità dirigenziali e professionali (era pur sempre un avvocato), viene ricordato da tutti come uno degli uomini più simpatici e intelligenti che abbia



Giuseppe Prisco nacque a Milano anche se la sua famiglia era in realtà di origini napoletane. Sarà stato per il suo sangue partenopeo, ma il grande Peppino più che per le sue qualità dirigenziali e professionali (era pur sempre un avvocato), viene ricordato da tutti come uno degli uomini più simpatici e intelligenti che abbia mai lavorato nel mondo del calcio. Al pari dei grandi letterati, filosofi e storici, i suoi aforismi, le sue massime rimarranno nella storia. Alla memoria di un grande del calcio:

Quando stringo la mano a un milanista me la lavo. Quando stringo la mano a uno juventino mi conto le dita. “


“La gioia più grande? Scontata. Il Milan in B. E per ben due volte: una… a pagamento e una… gratis. Sono dell’idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui.”


“L’interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.”


“Il rigore negato a Juventus-Inter nell’aprile del ’98 non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione”.

“Il miglior acquisto dell’Inter è stato l’abbandono al calcio di Franco Baresi”.

Vedere Milan-Cavese 1-2 del 1983 in televisione, con i cugini in B è una cosa che fa molto bene a chi è malato“.

“Prima di intervenire nel dibattito, vorrei che vi alzaste in piedi, per un momento molto serio: c’è una commemorazione da fare; (e mentre tutti si alzano in piedi preoccupati) ecco, quello che volevo dirvi è questo: chi non salta e’ rossonero!!” (davanti a oltre 300 persone riunite il lunedì successivo a Milan-Inter 0-3, campionato ’97/98)

A Luisa Corna, collegata a Controcampo: Ah è lei? Non l’avevo quasi riconosciuta con tutti quei vestiti addosso..“.

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