De Santis: scandalosa la mia condanna

La sentenza di primo grado lo ha condannato all’inibizione per 4 anni e 6 mesi, ma lui si ritiene assolutamente innocente. Sarà dura ribaltare quanto deciso in appello, anche se il fischietto di Tivoli non si arrende e minaccia provvedimenti legali per quella che a lui sembra un’incredibile ingiustizia: “Mi attendo che ci sia almeno

La sentenza di primo grado lo ha condannato all’inibizione per 4 anni e 6 mesi, ma lui si ritiene assolutamente innocente. Sarà dura ribaltare quanto deciso in appello, anche se il fischietto di Tivoli non si arrende e minaccia provvedimenti legali per quella che a lui sembra un’incredibile ingiustizia:

“Mi attendo che ci sia almeno una persona che abbia il buon senso di vedere il filmato di Lecce-Parma, l’unica partita per cui sono stato condannato” – tuona il direttore di gara di Tivoli – “non sto facendo questa battaglia per continuare ad arbitrare, ma per dimostrare a me stesso e a chi mi vuole bene di essere estraneo a tutta la vicenda. Se necessario mi difenderò in tutte le sedi istituzionali.

Continua:
“L’accusa è di aver ricevuto dal designatore Bergamo delle precise impostazioni per far terminare 3-3 la partita incriminata. Io mi sono limitato ad applicare il regolamento, ma il fatto che si parli di un solo match fa comunque cadere l’ipotesi di un illecito strutturale e dei miei rapporti privilegiati con la Juve.”


Per De Santis la categoria arbitrale non è tutelata a sufficienza, soggetta com’è a critiche ingiustificate e a soprusi di ogni genere:
“Mi sento di dire che siamo tutti puliti, anzi negli ultimi anni abbiamo lavorato in condizioni difficili se prima dovevamo confrontarci solo con giocatori e pubblico, ora ci sono 50 telecamere che fanno vedere le azioni da mille prospettive e accusano sempre l’arbitro. Gli arbitri di calcio devono diventare una società di servizi non soltanto in serie A, ma in tutte le categorie, dovremmo usufruire anche noi dei diritti televisivi ed autogestirci a tutti i livelli”

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