Zaccheroni: “Vincerò la mia sfida”. Blanc: “Mai pensato di dimettermi”

Dopo aver diretto il primo allenamento con la squadra, Alberto Zaccheroni, si è presentato alla stampa, rilasciando le sue prime dichiarazioni da nuovo allenatore della Juventus. Il tecnico, che ha firmato questa mattina un contratto fino al 30 giugno, ha esordito davanti ai microfoni in questo modo:È giusto voltare pagina: riconosco il lavoro precedente, perchè


Dopo aver diretto il primo allenamento con la squadra, Alberto Zaccheroni, si è presentato alla stampa, rilasciando le sue prime dichiarazioni da nuovo allenatore della Juventus. Il tecnico, che ha firmato questa mattina un contratto fino al 30 giugno, ha esordito davanti ai microfoni in questo modo:

È giusto voltare pagina: riconosco il lavoro precedente, perchè la Juve ha proposto un calcio vincente, ma non conosco caratterialmente la squadra. Mi piacciono le sfide, parte un ciclo nuovo. L’organico è molto importante e non so quante squadre siano superiori alla Juve. Porterò i miei accorgimenti ma soprattutto sono convinto di riuscire a vincere questa sfida. Ho avuto una sola squadra di grande livello, il Milan e questa Juve si avvicina molto. Io spero di trovare tutte quelle qualità che sono il dna della Juventus: tenacia, caparbietà e pensare che il maggior rischio che possiamo correre è quello di non voler rischiare. Questa deve essere una squadra che strada facendo deve prendere consapevolezza della propria forza e andare in casa o in trasferta a vincere ovunque

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aggiungendo a proposito della decisione, già criticata da qualcuno, di accettare il ruolo di “traghettatore” della squadra torinese, in attesa di un probabile arrivo a fine stagione di Rafa Benitez:

Ho firmato un contratto fino al 30 giugno, ma spero di mettere in difficoltà i miei dirigenti. Sedersi sulla panchina della Juve significa essere al top del mondo. Cercherò di trasmettere la mia determinazione. Alla squadra chiederò la disponibilità di mettere a disposizione tutto il talento. I risultati bisogna andarli a prendere. Non ci diamo limiti, vediamo quanto tempo impieghiamo a riprendere la strada maestra. Ripartiamo dall’idea della Juve d’inizio stagione. Secondo me possiamo fare bene. La Juve era pronosticata da tanti come vincitrice del campionato

e, a proposito del modulo che è intenzionato ad utilizzare:

Io il 3-4-3 l’ho utilizzato quando avevo in rosa giocatori votati alla fase offensiva ma non l’ho adottato sempre nella mia carriera. Nella Lazio non l’ho usato e all’Inter lo feci solo nel primo periodo. Io mi adatto alle caratteristiche e ai giocatori che ho a disposizione. Mi applico, studio molto, e so variare modulo in base alle situazioni. Conosco bene il mio lavoro. Lo spessore di questa squadra è talmente importante che possiamo giocare con quasi tutti i moduli di gioco.

Il presidente Jean Claude Blanc ha escluso invece le sue dimissioni le sue dimissioni, pur ammettendo le sue responsabilità per la stagione fino a questo punto fallimentare della squadra:

Non ho mai pensato di dimettermi. Gli errori non sono stati commessi soltanto da Ferrara ma da tutti e non dimentico i giocatori che vanno in campo. Il calcio non ti permette di cambiare venti giocatori, ti dà soltanto l’opportunità di giocare una carta scegliendo un nuovo staff. In questo modo vogliamo mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità. Con questa decisione li mettiamo molto, molto davanti alle loro responsabilità. Sarà decisivo il loro atteggiamento, la loro attenzione in settimana, sul campo e fuori da Vinovo. Il messaggio è chiaro anche per loro. Non possiamo accettare questa situazione: abbiamo metà della stagione per ribaltarla.

Il francese ha rinnovato poi, in maniera a dire il vero piuttosto ipocrita, la stima nei confronti dell’ormai ex allenatore Ciro Ferrara, per il quale sembra profilarsi un ruolo nell’organigramma dirigenziale del club:

Ciro resterà sempre parte della squadra. Lo ringrazio, lo stimo molto sul piano professionale e umano ma il calcio è crudele e alle volte costringe a scelte dolorose. Ferrara è un valore aggiunto della nostra società. Rimane nel club con il suo staff. Valuteremo con lui come continuare questo cammino all’interno della Juventus. Deve riposarsi un po’. Ci ritroveremo tra qualche giorno o qualche settimana e definiremo qual è il percorso migliore per lui. Incarico dirigenziale? Vedremo con Ciro. Il nostro affetto e il nostro rispetto sono tali che questa famiglia è la sua famiglia e questa casa è la sua casa. Discuteremo con serenità del suo futuro.



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